Vasto – Prognosi riservata

prognosi riservato

Per “prognosi riservata” si intende un’espressione che purtroppo si sente citare spesso nei mass media: l’espressione, che ha origine medica, si riferisce a situazioni in cui appunto il medico non è in condizione di formulare una diagnosi sulla “malattia” in generale e, conseguentemente, non può essere certo della guarigione e dei tempi in cui questa verrà raggiunta. In pratica la prognosi è una previsione che, in quanto riservata, coincide con un’analisi incompleta della gravità del caso. In questa sede, però, usiamo l’espressione “prognosi riservata” per indicare la difficoltà che l’elettorato vastese (il medico) ha nel valutare la capacità di recupero del PD a Vasto in vista delle prossime elezioni. In pratica, se è vero che il paziente è giovane, è anche vero che le patologie da cui è affetto sono tante, troppe: a partire dalla famosa “banda dei quattro” di “maotiana” memoria, costituita da Peppino Forte (la vedova di Mao Tse Tung), Lina Marchesani, Nicola Tiberio e Vincenzo Sputore che, destinati a portar voti, condizionano pesantemente la scelta dell’elettorato vastese. Di qui la necessità di indurre un coma farmacologico (o artificiale) di almeno dieci anni per il PD, soprattutto per alcuni personaggi: il coma farmacologico viene indotto nei casi di interventi chirurgici particolarmente importanti che potrebbero causare la morte di una intera città, Vasto, afflitta da troppi anni da perniciose patologie legate alla suddetta banda dei quattro. Naturalmente lo scopo non è quello di una sospensione della vita democratica della città, ma quello di consentire a Vasto di metabolizzare gli ultimi dieci anni e tornare ad essere finalmente la città che tutti vorremmo.

Esculapio