Donald Trump e la delegittimazione

TrumpNon si sa se sono stati i giornali italiani o quelli statunitensi a decidere di essere radical-chic e, comunque, ad orientarsi a sinistra. In coerenza con tutto ciò rispettivamente gli attacchi a Berlusconi e a Donald Trump. Ed è proprio la virulenza degli attacchi quotidiani a Trump che insospettisce al punto che questi è stato paragonato ai dittatori nazisti ma non a quelli comunisti. Certamente un pò di suo, questo ciuffo alla “Gastone Paperino” ne ha messo parecchio con le sue bordate sugli immigrati e sulle armi ma tanto più i “buoni” lo attaccano, tanto più gli americani lo votano al punto che ormai non ha più avversari al contrario degli aspiranti presidenti in campo democratico in cui la lotta tra la Clinton e Sanders vede quest’ultimo ormai alle calcagna della prima.  Tra l’altro  la stampa americana continua a dare una patente di “guerrafondaio” ai repubblicani ed una patente di progressismo e di disponibilità ai democratici facendo finta di non ricordare che, tanto per andare a cinquanta anni fa, sono stati l’icona delle sinistre europee ed americane, prima Kennedy e poi Johnson a portare gli americani in Vietnam dove conobbero la loro prima sconfitta: e fu il tanto vituperato Nixon a “costruire”, con la diplomazia del ping pong le basi per un iniziale  disgelo con la Cina. E non dimentichiamo che fu ancora Reagan, con l’aiuto di Papa Giovanni Paolo secondo a costringere alla resa l’Unione Sovietica. Certo, mi opporrete le scelte dei repubblicani del clan Bush, è vero, ma nessuno ricorda come dietro la Clinton ci siano le lobbies industriali e bancarie che sostengono in pratica gli sforzi militari, nessuno ricorda che la Clinton è stata molto favorevole alle campagne militari in Iraq e Afghanistan, oltre che in Ucraina e, in generale, in tutto il Medio Oriente con le clamorose imprese dell’ultimo arrivato, tale Obama, addirittura premiato con il Nobel per la Pace ancor prima di mostrare le sue capacità pacifiste! E la dimostrazione è data dall’editorialista del Washington Post, Charles Krauthammer, che vede nella “debolezza” economica dell’ex Unione Sovietica l’occasione per una espansione globale e degli USA con UE e Giappone, al contrario di Trump che addirittura prospetta il ritiro delle truppe americane da tutti gli scenari di guerra in Medio Oriente, la normalizzazione dei rapporti con la Russia ed una certa politica isolazionista. Con la Clinton ed i democratici non si potrà fare a meno di continuare la disastrosa politica di Obama il cui risultato più eclatante è stato la totale destabilizzazione del Medio Oriente e il braccio di ferro con la Russia. Non so se Trump ce la farà a scalare la Casa Bianca: suppongo, visto l’entusiasmo con cui viene accolto e votato, che interpreta meglio di tanti altri lo spirito, le esigenze e le aspirazioni del ceto medio americano.

Elio Bitritto

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