Premio Carlo Magno a Papa Francesco

premio carlo magno

Prima di lui solo San Giovanni Paolo Secondo aveva avuto il prestigioso riconoscimento: ma che differenza! Differenze che si colgono nella lettura del suo intervento e che sono degne certamente di chi ha le migliori intenzioni del mondo: ma non va dimenticato che “le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni!”. Sì proprio quelle stesse del nostro Papa: perché non si può aprire le porte a tutti indiscriminatamente sapendo quali sono le condizioni dei nostri connazionali che vivono gli stessi drammi ma senza le stesse tutele; soprattutto sapendo che l’integrazione è una utopia. È possibile che il Papa, in quanto tale, non conosca le differenze sostanziali tra il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare e l’islam? Non voglio fare dietrologia ma mi chiedo quali sono stati gli interventi nei confronti degli italiani poveri, anzi poverissimi? È certamente vero che gli italiani non sono sotto le bombe, ma è altrettanto vero che non tutti i migranti lo sono e se questi fuggono per la povertà dove potranno mai fuggire i nostri poveri? “Una solidarietà – ha precisato il Papa – che non può mai essere confusa con l’elemosina, ma come generazione di opportunità perché tutti gli abitanti delle nostre città, e di tante altre città, possano sviluppare la loro vita con dignità. Il tempo ci sta insegnando che non basta il solo inserimento geografico delle persone, ma la sfida è una forte integrazione culturale. In questo modo la comunità dei popoli europei potrà vincere la tentazione di ripiegarsi su paradigmi unilaterali e di avventurarsi in “colonizzazioni ideologiche”; riscoprirà piuttosto l’ampiezza dell’anima europea, nata dall’incontro di civiltà e popoli, più vasta degli attuali confini dell’Unione e chiamata a diventare modello di nuove sintesi e di dialogo. Il volto dell’Europa non si distingue infatti nel contrapporsi ad altri, ma nel portare impressi i tratti di varie culture e la bellezza di vincere le chiusure”. L’invito di Francesco è stato chiaro: Terra, tetto e lavoro per tutti!  Ma questo “signore” dove vive?   Si rende conto che così non è e mai sarà? Si rende conto che non esiste l’integrazione all’interno degli stessi europei, cioè di genti nate dalla stessa radice giudaico-cristiana e parla di integrazione con chi confonde la religione con il Codice! Non abbiamo noi europei le stesse leggi, lo stesso sistema fiscale, la stessa prosperità e dovremmo poter essere in grado di offrirla a chi non vuole integrazione che non sia quella dettata dal Corano! Su 57 Paesi di cultura e religione islamica, la maggior parte di questi disperati viene in Italia e Grecia, i Paesi più poveri ed incasinati d’Europa: certo vorrebbero andare in Germania o nei Paesi più ricchi ma questi non li vogliono perché pensano prima di tutto al loro benessere, frutto di guerre, sacrifici e lavoro. Devono morire di fame o di guerra? Certo che no ma sarebbe bene che il problema sia risolto in primis all’interno della loro fede. Si può disprezzare il cibo o l’alloggio che viene loro offerto gratuitamente? Secondo me no e chi si comporta così deve essere immediatamente riportato a casa sua. È razzismo questo? È xenofobia? È discriminazione religiosa?

Elio Bitritto