La prescrizione lunga

eternità

Sulla spinta delle organizzazioni giustizialiste e dei magistrati, il PD ha deciso di allungare i tempi della prescrizione (per molti o pochi reati non so). Il fine, apparentemente nobile, nasconde a parer mio una serie di problematiche che non fanno onore al legislatore ed ai sostenitori della norma. Intanto se il 70% delle prescrizioni si concretizza nel corso delle indagini preliminari significa intanto che non si è lavorato abbastanza bene o per mancanza di personale o per cattiva volontà: in ogni caso l’allungamento dei tempi di prescrizione comporta maggiori spese per le parti in causa e la possibilità che il magistrato “lavativo” se la prenda ancora più comodamente. L’altra conseguenza è duplice ed è ancora più pesante: in Italia l’imputato è considerato innocente fino a condanna definitiva: ma intanto dovrà aspettare qualche anno in più per vedersi riconoscere l’eventuale innocenza (con relative maggiori sofferenze per lui e la famiglia e relative maggiori spese); e lo stesso “danneggiato” dovrà aspettare qualche anno in più per vedersi riconosciute le sue ragioni. È ragionevole tutto questo? È umano? E l’U.E. che ha più volte condannato la magistratura italiana per i numerosi ritardi cosa dovrà fare nel momento in cui questi ritardi inevitabilmente aumenteranno?

Elio Bitritto

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