Corrado Augias e Fortuna Loffredo

Augias

Purtroppo le parole di Corrado Augias, eminente maître à penser della sinistra intellettualoide italiana, aduso agli schermi televisivi, ne ha fatta un’altra delle sue, nel senso che dopo aver copiato pari pari alcune pagine di un libro attribuendosene il merito, ha pensato bene di rincarare la dose della sua (0missis…..) con una espressione che definire infelice è riduttivo. Durante la trasmissione “Di Martedì” di qualche giorno fa, commentando una foto in cui era presenta la madre della bambina con alle spalle una statuetta di Padre Pio che mostrava una foto di Fortuna con lunghi boccoli biondi e un modesto vestitino, se n’è uscito con una frase che ha suscitato l’indignazione del popolo dei social: Non avevo mai visto una bambina pettinata e conciata in quel modo, ma non voglio suggerire che il suo aspetto abbia potuto sollecitare il pedofilo che l’ha uccisa”. In pratica questo campione di radical chic umanità stigmatizza abbigliamento e lunghezza dei capelli come non consono ad una “… bambina di 5-6 anni che si atteggi come se ne avesse sedici o diciotto”. Insiste l’intellettuale “Questo stridore mi fa capire che anche lì  si erano un pò  persi i punti di riferimento”. Dunque una sorta di indignazione razzistica perché un ambiente così degradato non poteva che dare quei frutti, al di là del bene rappresentato dalla devozione a Padre Pio e al di qua di una ignoranza proletaria che magari “puzza” pure un pò! Una condanna quindi dell’ambiente sociale in cui il tutto si è concretizzato “Una mamma che pettina la figlioletta di 5 anni come se ne avesse 18 è una donna che ha perso i riferimenti e, tra questi, la capacità di comprendere il sacro. Mi ha fatto pensare a quei mafiosi che si circondano di immaginette e simboli cristiani, senza poi materialmente seguire gli insegnamenti morali di quei simboli. Anche nella foto di Fortuna padre Pio diventa una statuetta pagana”. Siamo al delirio: questo intellettuale plagiaro che fa sentire tutta la sua alterigia nei confronti di una donna figlia del degrado in cui anni ed anni di colpevole dimenticanza delle istituzioni, tutte, hanno lasciato Napoli e tante altre zone e città del sud. Giudizi che rivelano tutta la sua distanza dalla realtà degradata in cui troppe famiglie (ripeto soprattutto al sud) vivono, giudizi che rivelano tutta la sua iattanza da intellettuale organico al potere incapace di comprendere un mondo che gli è totalmente estraneo e che non potrà mai capire.

Elio Bitritto