Nuovi immigrati o aiuti agli italiani?

frugare nella spazzatura

In questo articolo faccio riferimento all’intervista che Francesco Borgonovo ha fatto a Gian Carlo Blangiardo docente alla Bicocca di Milano. Questi fa una analisi lucida ed obbiettiva constatando che gli ingressi nel sistema pensionistico tenderanno ad aumentare e crescerà il divario tra chi lascia la pensione (muore) e chi ne riceve una. A questa constatazione si deve aggiungere che, a partire dal 2030, molti dei cosiddetti immigrati NON nati in Italia raggiungeranno l’età della pensione: saranno circa 200.000 persone all’anno che si aggiungeranno ai figli degli italiani del baby boom degli anni ’60. Quindi ai “nostri” pensionati dovremo aggiungere anche gli stranieri nati altrove ma invecchiati in Italia. Come già detto in altro articolo, queste persone hanno cominciato a lavorare tardi e quindi avranno pensioni non esattamente ricche, anzi! Ed allora? Allora si dovrà intervenire integrando quegli assegni. Come? Evidentemente con aumento delle tasse ad una popolazione (parlo sempre di Italia) che è già più che vessata. In pratica l’auspicato arrivo di tanti immigrati non risolve il problema della mancanza di figli degli italiani (questa è una delle tante teorie che giustificano la pretesa di avere necessità di immigrati) lo sposta al 2030; probabilmente sarebbe bastato pensare di più alle famiglie di italiani che non “fanno” figli per problemi economici! Ma è meglio far vedere al mondo intero che noi italiani siamo tanto buoni, “Italiani brava gente”!. Non fa niente se non trovano lavoro, se non arrivano a fine mese, se si preferisce che dormano in auto, se si preferisce che frughino nei cassonetti per trovare qualcosa da mangiare, se, se, se …tante altre porcherie contrabbandate per “buonismo”.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: