Il referendum dei perdenti

downloadHanno perso tutti. In ordine sparso. Il Governo che non e’  riuscito a gestire e comporre una transazione tra le diverse opinioni e ci ha portato alle urne, Governo che non c’era andato lui alle urne.

Un Governo che prima parla di “ bufala” e poi dice che hanno vinto i lavoratori, quando 10 milioni di Italiani hanno detto “si”.Dove il lavoratore energetico del futuro e’ quello delle fonti  alternative e non quello che butta il sangue sulle piattaforme. Sarebbe  come difendere l’estrazione del carbone.

Hanno perso alte  Istituzioni e  importanti uomini politici che si sono spesi per l’astensione o per un “no” che non avevano diritto di dire, viste le importanti posizioni Istituzionali che coprono.

Hanno perso quelli che hanno lanciato il referendum  accomunando le trivelle entro le 12 miglia (e cioe’ nelle zone “protette” ) con quelle oltre le 12 miglia. Accomunando quelle che estraggono metano con quelle del petrolio. Accomunando quelle che  non sono in attività  con quelle in attività.Non precisando quali erano le scadenze di ognuna delle trivelle (alcune con scadenza 2034 che dunque non andavano comunque toccate) con quelle in scadenza piu’ a breve.

Non precisando cosa significhi “in attività” e cioe’ le quantità minime alle quali comunque l’attività va sospesa, cosa che i petrolieri spostano sempre in avanti, per due ragioni. La prima e’ la speranza di trovare ancora qualcosa , la seconda, speculare, e’ che lo smantellamento costa soldi.

Un esempio  di impreparazione di tutte le parti coinvolte a scapito di noi con il nostro 32% circa che abbiamo votato.

Gianfranco Bonacci

Ps  Qualcuno , avendo il tempo, spiegherà poi come si possano considerare “votanti” i 3,6 milioni di italiani all’estero e dunque i comunichino quanti di essi hanno votato.