Per Casaleggio del “uno vale uno”

Per Casaleggio defunto. Stima universale e ultima, falsa più che inappropriata


 

Foto Fabio / LaPresse 11-10-2014 Roma Politica Movimento 5 Stelle al Circo Massimo Nella foto Gianroberto Casaleggio Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 11-10-2014 Rome (Italy) Politic Movimento 5 Stelle at Circo Massimo In the photo Gianroberto Casaleggio
Foto Fabio / LaPresse

“Troppo onore”, per dare le esequie al defunto Casaleggio Gianroberto, da parte dell’universalità larga e per certo versi inaspettata del mondo politico, o estremo sberleffo concettuale verso un “guru” vecchio e nuovo della vita pubblica ultima d’Italia, che è stato provocatore in atto con i suoi ‘ideali’ di democrazia nuda e cruda e al tempo stesso storicamente risaputi e banali?

Dico questo a costo di apparire indecentemente mancante della universale pietas, umana prima che cristiana, che si deve per ogni uomo che muore, per fato crudele o per violenta mano del caino di turno. Ma considero prioritaria nell’esprimermi al riguardo, un esternazione di verità più che un indecoroso e falso associarmi all’indicibile coro elevato a lode ultima, e solita, di un ‘personaggio’ che si è fatto, insieme ad un interprete della scena comica-comiziante, fiero loro contestatore e fustigatore. Un ampio riconoscimento di doti e rilevanza politica nazionale attribuita oggi al defunto, a chi appena qualche settimana passata veniva fatto oggetto di accuse e feroce dileggio, misto personale e pubblico.

Se è vero che “l’ideologo”, imprenditore e manager – per qualcuno: “subdolo affarista” – Casaleggio ha inciso, nel bene o per il male, sugli equilibri politici dell’ultima repubblica, sappiamo che costui è stato assertore e ispiratore del noto motto “uno vale uno”. Come dire che tutti, e ciascuno dei cittadini di una Comunità organizzata in Stato hanno diritto a esercitare singolarmente ruolo e potere democratico, e che, conseguentemente, a nessun singolo uomo è consentito di farsi da sé Principe (o leader), e come tale padrone del governo della vita di tutti gli altri, cittadini e non più sudditi.

Di “troppo onore”, dunque, parrebbe questo subdolo coro di indicibile simpatia e stima post-mortem. In realtà, oggettivamente – ripeto – appare un estremo, confuso, inconsapevole se si vuole, “sberleffo”, a suo modo ancora dileggiante, per la detta idea di democraticità vera (“diretta”), forse estrema e vanamente ideata (…”uno vale uno” e non di più), che il defunto ispiratore e vero coordinatore dei “5 Stelle” ha creduto (possiamo pensare sinceramente) di portare sulla scena di una vita pubblica di governo che predica “liberazione” e “governo del popolo”, ma che – con “le forme” della Costituzione, codificate un tempo e via, via modificate all’occorrenza dal potente o dal “potere forte” di turno – ne fa parole-espressione  ab-usate come semplice foglia di fico, posta là dove occorre ammantare … Quel che è a tutti noto e tutti colpisce: le vergogne dell’autoritarismo che non dà scampo, l’insincerità degli uomini pubblici, quando non una spicciola o sistemica corruzione, che tutto corrompe e ogni buon proposito vanifica e guasta.

E se anche questo mio post può sembrare a qualcuno uno ‘sberleffo’ ironico (sarebbe vile e indecoroso), non lo è di certo verso l’uomo che un inesorabile male ha proditoriamente colpito e abbattuto. Come tanti altri, del resto, non meno meritevoli, ma per i quali di certo le autorità, alte o minime, non usano levarsi con tanta farisea maniera il cappello, per una semplice e comune doleance, non dico per una reale riverenza o un breve moto umano di pietà.
In questo caso, per taluni e forse per molti, l’ampio com-miserère tributato a Gianroberto Casalegno, può forse voler dire … soddisfazione per un avversario che viene meno. Tanto possono le ragioni autocratiche e malfidate del potere.

GFP

Roberto Casaleggio è arrivato questa mattina a Montecitorio. L'esponente del M5s incontrerà i parlamentari del movimento. 15 gennaio 2014 ANSA/MASSIMO PERCOSSI
da foto ANSA
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