La blasfemia di Grillo

grillo e l'eucaristia

Premetto che non ho nulla contro i grillini e premetto pure che gli interventi di Grillo “comico” il più delle volte sono assolutamente gradevoli: si potrebbe dire, mutuando la massima posta, sul palco del Politeama Ruzzi “delectando docet”. Premetto anche che conosco personalmente Gianluca Castaldi, il senatore: lo conosco dai tempi dell’Itis e con lui la famiglia, normalissima famiglia di ottimi cittadini come ce ne sono tanti a Vasto: tutto ciò premesso, non posso fare a meno di giudicare offensivo, provocatoriamente offensivo nei riguardi di tutti i Cristiani, la parodia inscenata da colui che in questa occasione si è dimostrato un guitto della peggior specie: mi riferisco alla parodia della Eucaristia (più semplicemente la Comunione) “celebrata” da Grillo a Torino con la somministrazione di grilli liofilizzati ai suoi deputati “fedeli”. Così facendo intanto si è eretto a “ostia” ponendosi come una sorta di “salvatore” della patria, paragonandosi a Cristo che con la somministrazione di “pane e vino“ voleva intendere la compenetrazione di  “corpo e sangue” di Dio nei fedeli: una sorta di delirio di onnipotenza cui si è affiancato una altrettanto becera e blasfema partecipazione dei suoi deputati che si sono prestati alla messa in scena. Se crede di trovare un qualche riscontro nella simpatia degli italiani si sbaglia di grosso, arriva buon ultimo e nonostante la superficialità con cui gli italiani “seguono” i precetti della Chiesa, questi rimangono “cattolicamente” italiani. Stupisce, piuttosto, anzi non stupisce più, la totale indifferenza della magistratura che di fronte al vilipendio di una religione, in particolare quella cattolica, non muove neanche un sopracciglio.  Chissà cosa avrebbero detto i cittadini e le istituzioni se la parodia fosse stata indirizzata nei confronti dell’Islam? In effetti la risposta la immagino! A questo punto credo che quella simpatia che il Grillo suscitava nelle masse incazzate ed esasperate da certo modo di fare politica e amministrare sia notevolmente diminuita, se non sparita in diversi cittadini. Un conto è il “vaffa” ai “fanti”, un conto lo è ai “santi”.

Elio Bitritto

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