Contro l’Egitto, ma non contro l’India. Il doppio pesismo dei governanti italiani

  • striscione-RegeniCaso Regeni, l’Italia, per volontà di Paolo Gentiloni, Ministro degli Esteri, richiama l’ambasciatore in Egitto

 

  • latorre-girone prigionieri in IndiaAll’Aja, l’Italia ritiene di avere «solide motivazioni giuridiche e umanitarie» per chiedere, e per «nutrire speranze» che anche Girone torni a casa.

 

Inevitabilmente sembra che debba essere così. L’Italia, o per meglio dire il Governo italiano, alza la voce nei confronti dell’Egitto per l’oscuro assassinio di Giulio Regeni, per pretendere giustamente la verità sulle circostanze e le responsabilità della sua morte, ma, inevitabilmente, a noi viene alla mente che questo caso e la vicenda dei Marò, pari non sono.

Inevitabilmente colpisce la differenza di comportamento dei nostri politici, di presa di posizione del governo (o dei governi) e delle varie istituzioni del nostro Stato. Dipende da cosa, da chi?

Inevitabilmente, come altri, ho in merito una mia specifica idea. Riguarda la evidente strumentalità delle decisioni e delle parallele acquiescenze sostanziali dell’Italia nazione nei confronti dell’India, in rapporto a chi, in termini di cultura politica, chiaramente quanto legittimamente diversa da quella dei politici al potere, difende e promuove valori di patria e di dignità nazionale, e desidera non altro che siano finalmente liberi i due nostri militari, trattenuti e perseguitati da troppo lungo tempo, senza provata loro colpevolezza per la morte dei pescatori indiani.

Inevitabilmente risolta, come è giusto che sia la ‘faccenda’ Regeni (come certamente avverrà, proprio perché lo Stato italiano si sta ponendo in questo caso come tale), chi ha in sorte di rappresentare nei rapporti internazionali l’Italia pretenda e ottenga dalla nazione indiana, con le stesse modalità che si stanno ponendo in atto verso l’Egitto, il rilascio e la libertà pieni dei nostri fucilieri di marina.

Una “storia ignobile” quella della morte di Giulio Regeni? E quella della cattura e prigionia senza fine dei Marò Girone e La Torre è da considerarsi meno ignobile?

“Per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, faremo semplicemente di tutto”, scrisse un neo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all’atto del suo preteso e concesso insediamento a Palazzo Chigi. Aspettiamo tuttora che lo ‘faccia’ realmente. In entrambi i casi, possiamo richiamare l’ambasciatore, progettare sanzioni e magari, e soprattutto, con gli atti necessari e dovuti, provare a recuperare la dignità del nostro Paese. Ma il doppiopesismo della classe ‘dirigente’ nonchè dell’intellettualità di sinistra, teoricamente solo da qualche anno al potere in Italia, è quel che è,  e … con evidenza non ci dà molte speranze. – GFP

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