San Salvo. A chiusura del progetto “Uno scrittore a scuola”.Donatella Di Pietrantonio al Mattioli

incontro DI PIETRANTONIOVenerdì 8 aprile 2016, presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “R. Mattioli” di San Salvo, a partire dalle ore 9.15, si terrà un incontro con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio. Appuntamento, patrocinato dal Comune di San Salvo  Assessorato alla Cultura e dal “Premio letterario Raffaele Artese – Città di San Salvo”, è aperto alla cittadinanza e costituisce l’ultimo appuntamento del 2016 nell’ambito del progetto “Uno scrittore a scuola” curato dalla prof.ssa Alessandra Del Borrello.

 

Donatella Di Pietrantonio è nata – nel 1963 – e ha trascorso l’infanzia ad Arsita, in provincia di Teramo. Ora vive a Penne, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito nel 2011 con il romanzo Mia madre è un fiume (edito dalla Elliot), vincitore della quinta edizione (2011) del “Premio Tropea”. Il romanzo, ambientato in un Abruzzo contadino, ritratto dagli anni della guerra ad oggi, è incentrato su di un rapporto “andato storto subito” tra una madre e una figlia, nel tentativo di coglierne la complessità (tra amore e odio, nostalgia e rifiuto) che va ben oltre le classiche categorie dell’amore filiale e dell’amore materno. Un suo racconto, Lo sfregio, è apparso sulla rivista «Granta Italia» di Rizzoli nel 2011. Il secondo romanzo della Di Pietrantonio, Bella mia, è stato candidato al Premio Strega del 2014. Il titolo allude alla città de L’Aquila del dopo terremoto, un evento che ha allontanato la popolazione dai quartieri storici e disgregato le relazioni umane, a cominciare da quelle parentali e vicinali. L’autrice, attraverso il lento trascorrere del tempo, narra la vicenda di tre personaggi che in un lento e tortuoso processo di adattamento reciproco, devono fare i conti con i traumi del presente e, soprattutto, con il passato. Ed è proprio nella nostalgia dei ricordi, nei piccoli gesti gentili o in particolari attenzioni che riusciranno gradualmente a trasformare il loro dolore in una occasione di possibile rinascita.