Porta a Porta: le ipocrisie dei sinistri

 

foto ipocrisia

Si deve avere una bella faccia tosta  a “condannare” Bruno Vespa ed il suo “Porta a Porta”: faccia tosta e totale mancanza del senso del ridicolo, incredibilmente indecenti per il loro solito moralismo tanto al chilo. Si sono scatenati in tanti per la presenza del figlio di Totò Riina, presenza che poteva essere accettata restando su quel canale o rifiutata con il telecomando. Invece ha cominciato la Rosi Bindi, in crisi da assenza dal video, a convocare il CdA della Rai per chiarimenti, è intervenuta con la sua solita autorevolezza la FNSI sulla opportunità di dar la parola al figlio di cotanto padre in un crescendo di anime belle e pure piene di distinguo, di repulsione per l’affronto all’italico pubblico evidentemente incapace di capire, fino alla richiesta di impeachment di Bruno Vespa ed alla chiusura del programma; insomma una levata di scudi che potrebbe preludere addirittura alla apertura di una inchiesta giudiziaria ….! Tutta questa bella gente che, dicevo prima, è pervasa da moralismo “un tanto al chilo” ha un altro piccolo difetto, la mancanza di memoria e, come i cani di Pavlov, si attivano su imput preordinati. Infatti, facendo leva sulla mia labile memoria, ho potuto ricordare qualche episodio che, agli occhi degli stessi benpensanti, avrebbe dovuto apparire per lo meno altrettanto “grave”, soprattutto perché presentati nella stessa RAI. Enzo Biagi ha intervistato personaggi come Luciano Liggio (la famosa “primula rossa di Corleone”) e, in successione, Raffaele Cutolo e Tommaso Buscetta. Vogliamo dimenticare Giuseppe Marrazzo che intervista Momo Piromalli e ancora Raffaele Cutolo. E Michele Santoro con Ciancimino jr e tale Tano Badalamenti? Se passiamo dalla mafia alla politica chi non ricorda la serie di Sergio Zavoli “La Notte della Repubblica” i cui protagonisti furono i terroristi rossi e neri, tipo Mario Moretti (mente del rapimento di Aldo Moro) e Stefano Delle Chiaie, Patrizio Peci, Alberto Franceschini e Toni Negri. E il presenzialismo di Adriano Sofri? E l’intervista di Biagi a Michele Sindona? Tutte queste interviste non hanno mai visto lo stesso stucchevole ed indecente moralismo di persone che potevano dire quel che a loro piaceva senza alcun timore. Si può dire che abbiamo a che fare con gentaglia?

Elio Bitritto

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