La faccia in piazza, di Lapenna e Co. – Ultimo “atto dovuto”

LOGO-MDR-No-Triv-No-Lapp-No-Menn-2Al peggio non c’è mai fine?

Riceviamo e pubblichiamo

Voglio dirlo in inglese, …tiè! The worst there is no end… ? Ne sarà contento Gianni  Oliva degli Studi Rossettiani, docente di letteratura italiana, che per annunciare incontri di cultura e letteratura, di autori italiani, a Vasto, ha titolato il manifesto, per nota e dilagante voglia di anglismo privo di necessità e di vero senso …culturale, con “un verso celebre” (only remeber me…) della londinese Christina Rossetti.

Presentandosi in Piazza, il sindaco uscente – e c’è da augurarsi che lo faccia tenendo al suo fianco tutti (dico tutti) i suoi amici&compagni di dieci anni e nove giunte – sarà opportuno che cominci “la storia” della “sua” Amministrazione a ritroso, con l’ultimo suo risultato, quella del divieto di Balneazione “nei tratti davanti al fosso della paurosa e davanti la bagnante”.

Sarà una pubblica manifestazione e ammissione della sua personale e collettiva inadeguatezza al compito. Dopodichè comprenderà che la voglia (e conseguentemente il voto) della gente di mandarli  tutti a casa è anch’esso, ineluttabilmente, … un atto dovuto!

Tornando a monte, si dice che “al peggio non c’è mai fine”. Vasto spera e anzi deve credere che il mettersi in piazza dell’uscente sindaco sia non solo la fine del “peggio”, ma l’inizio di una necessaria rinascita. 

luM

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