L’ Aquila: Ore 3.32 ( Il dolore si rinnova! )

12957518_10201585714401399_1718190153632648866_o (1)Sono trascorsi ormai sette anni da quel giorno terribile che vide la città dell’Aquila crollare sotto i colpi dell’infame, così chiamo io il devastante terremoto che registrò 309 vittime e più di 1600 feriti per non contare i disagi e la perdita di punti di riferimento che creò in ognuno delle tantissime persone che si trovarono senza casa nel giro di quei 23 maledetti secondi. Io sono stata fortunata a non subire nessuna perdita familiare ma mi sono calata interamente nel cuore di chi ha perso i figli, i genitori ed i parenti e gli amici. Ci si chiede da tante parti di andare avanti e cercare di ricostruire un futuro nella città che ha visto purtroppo numerose persone che sono andate via non resistendo alla visione di un luogo interamente cambiato. Quando spesso torno lì vedo un paesaggio che non mi è più familiare, L’Aquila sta ripartendo e si vede e, se non fosse per le tante lungaggini burocratiche, le inchieste che si vanno facendo addirittura per infiltrazioni mafiose, lo sciacallaggio di chi quella notte rideva, le lotte continue fra i diversi schieramenti politici che si addossano le colpe l’uno con l’altro, ci sarebbe ancora di più il proliferare delle tante gru che hanno dato al paesaggio un volto nuovo, volto che ci conduce a sperare che presto potremo di nuovo vedere la città com’era prima anzi addirittura più bella di prima. Ieri sera, a partire dalle ore 22:00 c’è stata la fiaccolata che ogni anno vede migliaia di persone sfilare per le vie della città per raggiungere Piazza Duomo nei pressi della Chiesa di Santa Maria Del Suffragio, per noi aquilani Chiesa delle Anime Sante. Questa volta si è partiti da via XX settembre, a ridosso del Tribunale appena ricostruito e tante sono le foto che testimoniano questo evento. Ho scelto quella dell’amico e Maestro Luigi Baglione che voglio ancora una volta ringraziare per l’aiuto che mi diede, a titolo gratuito quando, nell’immediatezza del post terremoto decisi di creare un calendario , arricchito dalle sue belle foto, il cui ricavato andò alla Protezione Civile ” Le Aquile dell’Aquile”. Ai tanti miei concittadini che abitavano lontani dall’Aquila, quindi me compresa, ci viene detto: -Voi non potete capire.- adducendo il fatto che non abbiamo vissuto direttamente l’orrore. Questo non è assolutamente vero, siamo stati per ore con l’angoscia di non sapere se i genitori, i fratelli o gli amici si fossero salvati. Fra i vari post che questa mattina ho letto su facebook, mi piace pubblicare una poesia di Vittoria Tomassoni che si intitola:
Per L’Aquila
Ho preso il volo sulle tue ali
possenti, regali, forti, gentili,
respirato l’aria fredda delle altezze,
contemplato i tuoi gioielli d’arte
e la corona splendente dei tuoi monti,
calpestato le tue strade
distrattamente, a testa bassa,
assorta in pensieri, sogni,
delusioni, malinconie,
appreso fra le tue mura austere
le prime sillabe dell’Universo.
Ho amato la nobiltà della tua storia,
odiato la chiusura dei tuoi confini.
Le traversate della Vita
mi hanno sospinto verso altri lidi,
ma mai è venuto meno
l’orgoglio delle radici
ed ho conosciuto la nostalgia di te
e dei volti cari presenti
nel sicuro tepore delle tue case,
l’entusiasmo trepidante del ritorno,
lo strappo doloroso della partenza.
Una notte nefasta
un vecchio mostro famelico
si è ricordato di te
e con le sue grinfie acuminate
ha devastato i tuoi palazzi,
seminando sangue, lacrime, grida, terrore.
Forse era scritto nel cielo
che non dovessi provare anche
la pena straziante di una vita negata,
nel vagare fra i brandelli di una città muta,
in un silenzio spettrale, intriso di pianto,
in un Tempo straordinariamente sospeso,
inalando l’odore aspro della polvere delle macerie,
fra edifici sventrati e deturpati,
squarci di calde intimità violate,
pietre sacre e preziose profanate,
ma soltanto la gioia triste
di lenire qualche ferita,
taluna invano,
e di osservare, da lontano,
la tua lenta, faticosa ma ostinata RINASCITA
( Ogni diritto riservato all’autrice)
Permettetemi infine di lanciare un incoraggiamento nel mio dialetto ai miei amici aquilani: Forza quatra’…jemo ‘nnanzi..! (Ho preso a prestito il nome di un gruppo che si è formato su fb e che svolge molte attività meritorie)
 
 
Anna Maria Orsini