Tagliacozzo. Arrestato il sindaco insieme ad altri tre. Sedici gli indagati

TAGLIACOZZOTagliacozzo (Aq). Sono 16 indagati, 4 arrestati, 3 ai domiciliari per l’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Avezzano sulla gestione clientelare di appalti pubblici e altro che ha portato all’arresto di sindaco e assessore del Comune di Tagliacozzo.

Il giudice per le indagini preliminari, Maria Proia, ha disposto l’arresto del sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa e di Gabriele Venturini, 43 anni assessore al turismo (cultura, spettacolo, innovazione tecnologica, sport, associazionismo), quest’ultimo ai domiciliari. Arresti, ma ai domiciliari anche per Carlo Tellone, 52 anni di Tagliacozzo, architetto e progettista e per Giampaolo Torrelli, 45 anni originario di Celano, responsabile dell’area tecnica manutentiva del Comune di Tagliacozzo. Sono indagati il Vice sindaco Angelo Poggiogalle e l’assessore Antonio Amicucci. I reati contestati vanno dalla tentata concussione, alla turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Un vero e proprio monopolio nella spartizione degli appalti pubblici sarebbe quello su cui hanno indagato i Carabinieri di Tagliacozzo guidati dal Capitano Edoardo Commandé. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno consentito agli inquirenti di validare un quadro indiziario davvero allarmante in cui emerge una rete di cointeresse, fra politici, imprenditori e professionisti che, aggirando la legge sulla libera concorrenza e forti dei loro legami, si sarebbero spartiti incarichi, lavori e appalti incidendo sui prezzi dei lavori con danni pesantissimi per il Comune e la comunità. Con le indagini e l’arresto del sindaco si scoprirebbe una vera e propria lobby affaristica che legherebbe il primo cittadino a molti professionisti e imprenditori locali agevolati, a quanto pare, nell’assegnazione di incarichi progettuali e lavori pubblici. Per il sindaco si aprono le porte del carcere proprio per le ‘minacce e le intimidazioni mostrate nei confronti dei componenti della giunta e per la spregiudicatezza con la quale ha cercato di contrastare gli organi inquirenti, arrivando ad insinuarsi sin dentro la Procura per acquisire informazioni e stoppare le indagini’.

Le indagini dei Carabinieri sono state avviate sul finire del 2014. Partendo dagli stanziamenti in bilancio si scopre, ad esempio, che per la bonifica di una ventina di discariche era stato previsto un finanziamento, poi stornato per la pubblica illuminazione su via Oriente, intervento di circa 30 mila euro in totale i cui lavori furono assegnati alla ditta Elma di M. P. altro indagato che sarebbe collegato anche all’architetto Tellone. A tutti gli imprenditori sotto inchiesta è stata applicata la misura temporanea del divieto di esercitare l’attività d’impresa. Circa 70 mila euro erano stati poi previsti in bilancio per il risanamento ambientale e anche questa somma sarebbe stata dirottata per la riqualificazione di largo del Popolo affidata all’azienda di 2 costruttori che non risultano nel registro degli indagati, ma sono stati invitati con un’altra ditta a partecipare ad una precedente gara d’appalto per il rifacimento della scalinata di villa San Sebastiano. Si tratta della procedura negoziata per la realizzazione di una nuova gradinata antistante la chiesa di San Francesco, che sarebbe stata turbata dallo stesso sindaco, da Tellone, dall’imprenditore A. D. M. indagato, da Giampaolo Torrelli, funzionario responsabile del servizio dei lavori e da G. B. indagato come responsabile del procedimento. Inoltre, Tellone, Torrelli e l’imprenditore M. P. sono accusati (ai sensi degli articoli 61 n. 9 , 110 e 356 cp), in concorso tra loro, di aver commesso frode nel rifacimento del tetto e della facciata dell’edificio scolastico Bevilacqua, lavoro eseguito dalla ditta Elma (per un importo di oltre 14 mila euro). La ditta di M. P. avrebbe riconsegnato i lavori quando invece erano da completare, nell’agosto 2013. I responsabili del procedimento, Tellone e Torrelli, avrebbero attestato falsamente la regolare e buona esecuzione dei lavori, autorizzando così il pagamento della somma stanziata per l’intervento.

Ancora per i lavori di ridestinazione a scuola d’infanzia dell’immobile comunale di via D’Annunzio, già adibito a uffici giudiziari, sono implicati anche il vice sindaco di Tagliacozzo e gli imprenditori della ditta costruzioni Mastroddi, gestita da L. M. e A. M. Questi due insieme con Torrelli, funzionario responsabile del servizio dei lavori, il sindaco e M. P., in esecuzione di un medesimo disegno criminoso avrebbero turbato con collusioni e altri mezzi fraudolenti lo svolgimento della procedura per l’affidamento dei lavori condizionando la scelta dei contraenti. Gli incarichi progettuali affidati a Tellone potrebbero collegarsi alle diverse mansioni che l’architetto ha svolto per conto della moglie del primo cittadino, titolare di un ristorante. Si aggiunge anche il fatto che per alcune feste Di Marco Testa, a titolo di sindaco, avrebbe agevolato l’attività della moglie.

L’esposto che ha fatto scattare l’indagine sarebbe partito da un consigliere di minoranza. Sempre accesi restano i contrasti tra il consigliere comunale Alfonso Gargano e Di Marco Testa, tête-à-tête impressionante e per qualsiasi situazione imbarazzante che ribalta ai disonori della cronaca come quando con un articolo del quotidiano il Centro si viene a scoprire che sulle delibere a firma del primo cittadino c’è la sigla di dottore, ma Di Marco Testa non sembra aver conseguito alcuna laurea e a rammendarglielo è sempre il consigliere di minoranza Gargano, ex assessore comunale ai lavori pubblici, oggi in procinto di candidarsi. Da qui un tassello importante per ricostruire il più importante retroscena che da il via alla vicenda e anche all’amministrazione Di Marco Testa. Gargano viene spodestato dalla carica di amministratore qualche mese dopo le elezioni. L’esposto del consigliere è chiaro e senza contraddizioni, confermano gli inquirenti. L’assessore Gargano riceverebbe pressioni dal sindaco Di Marco Testa per affidare a Tellone, sostenuto dal sindaco, la progettazione per l’ampliamento del cimitero comunale. L’amministratore, con delega ai lavori pubblici si oppone. Appena dopo l’architetto chiede all’assessore di preparare un elenco di 5 ditte da presentare all’ufficio tecnico per l’ampliamento del cimitero comunale. L’ennesimo rifiuto porterebbe il sindaco a togliere l’incarico a Gargano, avocando a sé, per un certo periodo, la delega. Il sindaco Di Marco Testa è tranquillo quando ad ottobre, un secondo blitz dei carabinieri, semina altri dubbi in municipio e gli inquirenti così recuperano e sequestrano altro materiale importante per l’inchiesta. I militari dell’Arma, già da tempo, indagano sull’operato amministrativo, raccogliendo elementi già dal 2011.

Scheda di Maurizio Di Marco Testa. Sottufficiale della Guardia di finanza, ha svolto servizi investigativi anche per la procura della Repubblica di Avezzano. Astro nascente del Centro destra abruzzese, sostenuto dall’allora presidente della Regione Gianni Chiodi, ha militato nei Gruppi di azione locale (Gal) facendosi strada in questi organismi e divenendo presidente del Gal Terre aquilane, ex Gal Marsica. In quest’ultimo prende il posto del  dimissionario Lorenzo Berardinetti, consigliere regionale. Per la sua elezione a presidente del Gal, assai discutibile, Di Marco Testa partecipa al rinnovo delle cariche sociali,  in qualità di commissario liquidatore della Comunità montana Montagna marsicana. Il suo voto è determinante per la sua elezione a presidente del Ga, ma avrebbe dovuto astenersi dall’esprimerlo così come da invito rivolto dalla stessa Regione (luglio 2014). Nel Gal ha amministrato fondi europei per diverse iniziative. Viene eletto sindaco di Tagliacozzo nelle consultazioni elettorali del 15 e 16 maggio 2011. Cinque anni di amministrazione comunale lo traghettano così ai nostri giorni.

Prima della vigilia di San Valentino prende fuoco l’auto della moglie del sindaco, parcheggiata sotto casa. Le fiamme si propagano e distruggono tutte e 3 le auto di famiglia. Il sindaco si sente in pericolo, si dispera e parla di attentato alla sua persona, la procura accerta però che non si tratta di questo e che la situazione è sotto controllo anche se in città si susseguono manifestazioni di solidarietà all’amministratore, si parla di vile attentato appunto, nonostante manchi qualsiasi certezza sulle cause dell’incendio. Ancora a marzo alcuni volantini, sembra diffamatori per il sindaco, mettono in cattiva luce Di Marco Testa che dalle pagine dei quotidiani risponde ai presunti attacchi diffamatori. Nelle ultime settimane il primo cittadino non gode di ottima salute perché, per un malore, è costretto alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Tagliacozzo, ma attende invano e per molto l’arrivo dei soccorsi. I primi di marzo Di Marco Testa annuncia un nuovo Piano regolatore per rivalutare il centro storico e valorizzare le aree verdi della città che arriverebbe 35 anni dall’ultima variante. Il Piano sembra già essere finito nella rete quando, da una conversazione intercettata dai militari, risulta che anche su questo qualcosa sarebbe stata sistemata. Maria Troz

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