Menu ImmiNgrati

menu immigrati

A vederlo credo che un gran numero di pensionati italiani, quelli che rovistano nei bidoni dei ristoranti e della spazzatura o quelli che pranzano (pranzano solo!!!, non cenano!!!)  alla Caritas farebbero salti di gioia, artrosi permettendo. In questa Italia dal cuore in mano che si fa in quattro per accogliere gli immigrati dando loro vitto, alloggio e soldini per non fare niente accade che un gruppo di immigrati, che  sarebbe meglio definire immiNgrati, protesta perché il pollo è finito, non ce n’è per tutti! Restano senza mangiare? Macché, non sia mai! Ed allora ecco che, in sostituzione, arrivano uova e formaggio! Mica arista di maiale o zampone di Modena! Ed allora scoppia la rivolta, al punto che deve intervenire la polizia. Tutto ciò in un campo di accoglienza a Rovereto nel Trentino. Non è l’unico caso di intolleranza alimentare: sono note le intemperanze di alcuni “ospiti” che hanno protestato anche più vivacemente al punto da scaraventare per  terra i piatti delle pietanze loro servite. Altro caso: Sant’Anna di Chioggia, ristorante “Al Bragosso”: ai 45 “ospiti” viene servito, invece del pollo con le patatine fritte, un’altra pietanza: i profughi si sono seriamente arrabbiati e si sono rifiutati di mangiare: alcuni di questi erano più arrabbiati degli altri, prendendosela addirittura con la bandiera italiana (sotto i cui colori mangiano, dormono, si vestono, giocano, ciondolano e ….) al punto che sono dovuti intervenire i militari che hanno sedato la rivolta del pollo con le patatine fritte solo alle 22 e dietro l’offerta del piatto nazionale, la pasta asciutta! Per meglio illustrare le precarie condizioni in cui questi immiNgrati vivono, riporto il menu settimanale che questi poveretti sono costretti a subire: torno a ripetere che parecchi italiani sarebbero ben lieti di essere trattati così duramente. A questo punto la soluzione è semplice: o questa minestra o fuori dalle scatole: meglio che tornino a mangiare le cose cui sono abituati, nell’ambiente a loro più consono. Non vi sta bene? Nessuno vi ha costretto a venire e nessuno vi costringe a restare. I buonisti delle cooperative che lucrano sugli “ospiti” dovrebbero aver capito che coloro che non ci stanno non “possono” ma “devono” tornare a casa loro.

Elio Bitritto

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