Centrale a biomassa della PowerCrop, giovedì si decide

POWER COPPescara. Giovedì si decide sulla centrale a biomassa della PowerCrop. Cittadini marsicani e associazioni ambientaliste regionali si oppongono da anni all’installazione dell’inceneritore e si organizzano per una manifestazione. Si sono ufficialmente espressi contro l’impianto sia la Regione Abruzzo, con un atto di indirizzo della giunta regionale, la scorsa settimana, e una delibera del consiglio regionale di aprile dello scorso. Così i Comuni del Fucino e anche i gruppi di coltivatori che da tempo hanno ritirato la firma all’Accordo di riconversione dell’ex zuccherificio di Celano (Aq). 

A manifestare sarà gran parte del mondo ambientalista regionale dinanzi la sede di via Passolanciano a Pescara (presso la Direzione servizio politica energetica, qualità dell’aria e Sina) dove si decide dell’autorizzazione dell’impianto che dovrebbe sorgere ad Avezzano, a pochi metri dall’area in cui dovrebbe sorgere la Riserva naturale del monte Salviano. Dallo studio di Impatto ambientale del progetto Powercrop sono state riscontrate numerose criticità e problematiche che dovrebbero portare a un rigetto all’autorizzazione per un inceneritore che brucerebbe 275 mila tonnellate di legno, per altro risoprsa non disponibile in  tutto il territorio regionale. Le emissioni della centrale a biomassa, per Wwf e Legambiente, sono dannose per il Fucino e per l’agricoltura: “Contro il progetto si sono già espressi il Comune di Avezzano e quello di Luco dei Marsi che si trova a due passi dalla futura centrale e tante altre organizzazioni tra cui quelle dei coltivatori contrari già dal 2009. Nessuno vuole l’insediamento, a quanto apre. Il 31 marzo, i cittadini marsicani manifesteranno contro PowerCrop dinanzi l’edificio in cui si terrà la Conferenza di servizi. Legambiente e Wwf ricordano che quella progettata da Powercrop è “Una industria insalubre di prima classe che mai e poi mai potrebbe essere collocata a poche decine di metri da abitazioni, com’è invece previsto. Per queste ragioni un impianto con un così grave impatto ambientale ed economico non può essere autorizzato, meno che mai contro la volontà di coloro che dovrebbero vivere al fianco di un simile mostro per tutto il resto della loro vita” conclude Walter Delle Coste, presidente del Wwf Abruzzo Montano. mariatrozzi77@gmail.com

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