Con quale faccia i governanti della Regione Abruzzo …

“Non sappiamo qual è la posizione del Presidente D’Alfonso, non abbiamo compreso se andrà a votare in occasione del referendum contro le trivelle e soprattutto se si recherà alle urne, cosa voterà”.

E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, unitamente a Lorenzo Sospiri di Forza Italia, a margine del Consiglio regionale di ieri. Un interrogativo apparentemente retorico, quanto giustamente rivolto a suscitare risposte che non ci sono, ma che devono istituzionalmente esserci, di là delle pretestuosità pseudo-politiche che hanno portato la nostra regione a dissociarsi dalle altre (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) che hanno voluto ed ottenuto dalla Corte Costituzionale, con tenacia e coerenza, il Referendum abrogativo del prossimo 17 aprile.

LAbruzzo-tradisce-il-referendum-No-Triv copiaCon quale faccia i governanti della Regione Abruzzo si pongono di fronte al quesito referendario anti-trivelle in mare del 17 aprile?

La vergogna non ha che il silenzio per ammantarsi e tentare di sfuggire alla vista della gente. Ma può il Presidente della Regione Abruzzo sfuggire alla sue responsabilità? Intrattenendomi l’altro ieri sul tema con un amico molisano, ho provato io stesso un certo imbarazzo, se non vergogna, per la non partecipazione attiva della mia regione al referendum No-Triv in Adriatico.
In questo il ‘nostro’ prenda lezione dall’omologo governatore della Puglia, Emiliano, che nel dibattito si pone decisamente con mai negata appartenenza ‘ideale’ al PD, ma non meno con il dovuto rispetto umano e politico per il nostro mare e per la gente che lo guarda, lo pratica, lo vive, vuol conservarlo al meglio possibile. Qui si sta combattendo una battaglia contro le imposizioni inaccettabili date alle Regioni (istituzioni e popolazioni) dal pd-renziano “Sblocca Italia“. Ed è solo dinanzi alle tante azioni di piazza e prese di posizione di liberi intellettuali e promotori dell’Ambiente che – vista la mala parata in termini elettorali – la legge di una libera trivellazione è stata modificata in merito all’area marina su cui esercitarsi. Ma, come la gente vuole e pensa, non è sufficiente, non basta. Come è giusto che sia: alla scadenza, ove e se non ulteriormente autorizzati, i Rospi e le Ombrine variamente numerate devono … sbaraccare. Tanto più che, è ormai noto, quel poco ricavato in termini di energia fossile da questi giacimenti non vale il rischio che corrono vita e bellezza dei nostri mari, e dell’Adriatico in particolare. Le nostre scelte di vita e di sviluppo sostenibile sono per il turismo, per la pesca, per il bel navigare, come Dio vuole.

Non sappiamo se e quando Matteo Renzi, libererà il pd e l’Italia dalla sua futile presenza e delle sue slide e battute ad effetto, di certo Luciano D’Alfonso farebbe bene per intanto di andarsene lui, a casa o dove vuole.
Intanto noi a Vasto siamo per votare assolutamente “SI” al referendum abrogativo della legge sulle Concessioni date ai petrolieri per lo sfruttamento dei “pozzi” impiantati sine die, ovvero a loro piacimento ed esclusivo interesse economico.
Vogliamo che l’acqua del mare sulla nostra riva in spiaggia, e fra i nostri scogli – come l’emigrato Francesco Paolo Votinelli memoraiva nel suo canto nostalgico “Uaste bbèlle e terra d’éure” – … odori ancora e sempre di “quarajèine” e non di “bbenzèine“!

Luciano D’Alfonso? Può affermare a questo punto quel che vuole, ma – se posso dirlo, ed anche suggerirglielo – è bene che non si faccia più vedere dalle nostre parti. E i Pd con le Sinistre varie, nonché i trasformisti di Abruzzo civico che lo sostengono in Regione si vergognino loro per il “loro” Presidente. Quantomeno. Oppure riacquistino, almeno essi, un libero pensiero e la dovuta onesta favella!

GFP

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Vasto alla Marina - Abruzzo

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