L’idiota … ad arte

weiwei_finto profugo-naufrago

La foto non può che ricordare l’immagine che ha sconvolto il mondo intero, la morte del piccolo profugo siriano di tre anni, Aylan al-Kurdi, affogato in acque turche.

Ai Weiwei (1957) “artista, designer e attivista cinese” ha con essa pensato di …impersonare l’evento, supponendo con ciò, con evidente gratuità, d’essere capace di ‘denunciare’ la tragedia degli immigrati in fuga dai paesi in guerra. La ‘location’ della messinscena, non a caso, è quella dell’isola greca di Lesbo, dove approdano (vivi o morti) i fuggiaschi siriani, ma il tutto è stato ricostruito dal ‘performer’ cinese per un Magazine indiano, ovviamente lucrando con l’immagine teatrale ottenuta. La pretestuosità e strumentalità di questa è ben evidente, mentre qualcuno, non si sa con quanta ‘intelligenza’ in termini storico-artistici, l’ha accostata al quadro “La zattera della medusa”, con cui di Théodore Gericault, nel 1819, illustrò con vera forza artistica la tragedia del naufragio di una nave francese sulle coste della Mauritania.

Una ben triste parodia, quella di Ai Weiwei, che la dice lunga su un’artista che usa le sue smorfie istrionesche e le sue del tutto banali trovate come “materia d’arte” e che sfrutta l’evocatività ancestrale dell’immagine come promozione di sé e del suo lucroso mestiere di artista-attivista. Una performance questa (come altre e come analoghe di altri) che testimonia ancora una volta del come e quanto la società moderna ha smarrito la sua capacità critica nel discernere il vero dal falso, il bene dal male, non solo in campo artistico.

Una umanità ‘naufraga’, in tutti i sensi, e di cui un idiota globale di successo ne dà ben rappresentativa … immagine ad arte.

G. F. Pollutri

La zattera di Theo Gericault

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