Operazione Pindaro: arrestati 3 albanesi con un chilo di cocaina pura

IMG_3321IMG_3323I Carabinieri del Nucleo investigativo, ieri sera, hanno tratto in arresto in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in concorso, 3 cittadini albanesi notati in atteggiamento sospetto nei pressi del polo universitario di Pescara e sorpresi in possesso di oltre un chilogrammo di cocaina pura. Il blitz dei militari dell’Arma è scattato al termine di un’attività di osservazione e pedinamento nei confronti dei giovani notati aggirarsi in modo circospetto dapprima nelle vicinanze dell’ingresso dell’università  Gabriele D’Annunzio, in via Pindaro, e successivamente nei pressi del vicino McDonald dove 2 di loro hanno consegnato un trolley al giovane poco prima sopraggiunto con una bicicletta, lasciata sul ciglio stradale per avviarsi in direzione di una moto Suzuki Gsxr1000 parcheggiata a breve distanza. I tre, prontamente bloccati e identificati, sono Klejdi Abdyli (26enne albanese domiciliato in Pescara, via della Bonifica, nullafacente, di fatto senza fissa dimora, incensurato), Armando Mamutllari (31enne pregiudicato albanese, senza fissa dimora, nullafacente), Jurgen Sokoli ( 20enne albanese senza fissa dimora, nullafacente, incensurato).  Sottoposti a perquisizione personale, estesa al domicilio, i 3 sono stati trovati in possesso di un involucro in cellophane, contenente kg 1,100 di cocaina, occultato in un vano ricavato nell’armadio della camera da letto e della somma contante di complessivi 14 mila euro riposta in un trolley. I militari hanno sequestrato il motociclo Suzuki gsxr1000 per accertare le modalità di possesso da parte del 26enne arrestato. Si tratta di un nuovo importante colpo a contrasto dell’attività di spaccio così come in occasione del recente arresto di Lino Spinelli e Sulejman Neziri, trovati in possesso di oltre 100 grammi di cocaina a febbraio. Dall’indagine emergono elementi tali da far ritenere che i destinatari dello spaccio hanno diverse estrazioni sociali e eterogenei lineamenti culturali, appartengono non solo al mondo della movida pescarese, per quello che può definirsi un vero e proprio fenomeno dalle molteplici implicazioni di carattere socio-economico e sul quale l’attenzione dell’Arma si mantiene costante sotto il duplice profilo di prevenzione e contrasto. Gli arrestati, da disposizioni del sostituto procuratore di turno, Andrea Papalia, sono stati tradotti presso la casa circondariale San Donato di Pescara a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Maria Trozzi

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