Stop in Europa al lucroso business della maternità surrogata

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Apprendiamo che, in una sessione parlamentare plenaria del Consiglio d’Europa, è stato respinto definitivamente (sia pure con 16 voti contrari e 15 favorevoli) il controverso testo – “Diritti umani e questioni etiche legate alla gestazione surrogata” –  presentato dalla senatrice belga Petra De Setter (ginecologa e primario di “Medicina riproduttiva” presso l’Ospedale universitario di Gand, dove la maternità surrogata è già praticata, nonostante il Belgio non disponga di specifiche norme).

“Ha dunque vinto il fronte che denuncia da tempo una realtà tragica già fin troppo documentata in tanti Paesi: i «contratti di surrogazione» schiavizzano le donne che li firmano, riducendo i nascituri nell’oggetto di una turpe compravendita della vita”. (Avvenire.it)

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Prendiamo nota con sollievo civile e morale che hanno votato contro il capzioso testo-progetto presentato dalla sopradetta parlamentare belga (“Ogni stato deliberi per sé”, era la sua tesi, sorta di cavallo di troia per una pratica legittimazione anche in Europa) le due delegate italiane, le deputate Pd Eleonora Cimbro e Teresa Bertuzzi. Nel dibattito, l’italiana Elena Centemero (FI), presidente della “Commissione anti-discriminazioni” ha affermato sulla questione che “Essere madre non è un diritto, e la maternità surrogata rischia di riportarci ai tempi dell’Antica Grecia, quando le donne erano esseri da riproduzione”. “Ma in Italia si può fare di più – ha aggiunto Eugenia Roccella, di “Idea” – con un provvedimento legislativo che renda operativo e punibile anche all’estero il divieto”.

GFP