Vasto – L’ora delle scelte

il talebano

La scelta è inequivocabile: abbattere il sistema di potere e di clientele che si è costituito a Vasto grazie soprattutto a Peppino Forte, predicatore d’odio, incapace di avere un contegno distaccato nei confronti degli avversari politici che lui considera “nemici” ponendosi come un talebano del PD. Nessuno come Peppino Forte ha attaccato chiunque non la pensasse come lui, anche e, forse, soprattutto nel suo stesso schieramento, con attacchi personali, insinuazioni, menzogne, dimostrando quello che è. Incapace di pensare politicamente,  si affida all’attacco personale, senza portare una argomentazione seria, proprio per questa sua incapacità, una vera e propria impotenza politica. Peppino Forte e i suoi sostenitori dovrebbero avere il coraggio di guardarsi allo specchio e chiedersi in cosa hanno migliorato la città, di cosa i vastesi dovrebbero essergli  grati, quali progressi ha avuto la città in dieci lunghi anni. Invece di proporre inveisce, insinua: non contento di sparlare in prima persona, trova qualche utile idiota che lo asseconda ribadendo il nulla. Le proposte non ci sono e se lo si interroga in proposito la risposta è  disarmante e sintomatica della sua incapacità propositiva “ma Tagliente vuole rifare il sindaco”. Ed allora, paventando il pericolo, si affida ad un bravo ragazzo che fino a ieri chiamava “il muto”: ed allora mi chiedo, e con me i cittadini, come si può essere così cinici?  Un ragazzo circondato da insaziati ed insaziabili ammalati di potere che si fida e non si rende conto che viene usato al punto che, per garantirgli l’elezione a sindaco, si dice che cerchi di scegliergli anche l’avversario che, evidentemente, è considerato il più debole. Chiudo con un invito a Francesco Menna: per ridare un po’ di dignità al PD, a chi ti sostiene e, soprattutto alla Città del Vasto ed ai tuoi concittadini, dichiara ufficialmente di “passare” per questa sindacatura: non solo ridarai dignità al tuo partito ma ti potrai anche liberare di coloro che hanno ridotto la città nello stato in cui si trova e che ti stanno addosso.

Elio Bitritto