Discarica Bussi. La Gatta preme sul ministero: “Solvay abbandonerebbe il sito per i ritardi”

bussi_sul_tirinoBussi (Pe). Il 18 marzo scade il bando per la bonifica del Sito di interesse nazionale della Bonifica di Bussi sul Tirino, il 21 marzo si terrà la Conferenza di servizi per valutare la proposta di reindustrializzazione del polo chimico, pesantemente inquinato. Considerati i prossimi appuntamenti che decidono il futuro della discarica dei veleni tra le più inquinate d’Europa, lettera del primo cittadino di Bussi cade a fagiolo. La missiva è stata inviata ad un lungo elenco di soggetti, dal ministero dell’ambiente (Mattm) alla  Procura della Repubblica di Pescara e per conoscenza alla Solvay specialty polymers Italy spa, al presidente della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Alessandro Bratti, al Commissario del Sin, Adriano Goio, alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Pescara, all’Arta e ancora alla Asl Pescara.

La Gatta fa pressione scrivendo del perdurante e ingiustificabile ritardo nella elaborazione e approvazione dell’accordo di programma per la bonifica e la reindustrializzazione del Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino. Un ritardo che rischia di vanificare il rilancio produttivo dell’area, a detta del sindaco preoccupato che Solvay potrebbe andare via. Eppure, senza quell’accordo sollecitato dal  primo cittadino , Solvay sarà costretta a mantenere e quindi a partecipare economicamente alle opere di messa in sicurezza del sito e di prevenzione mentre l’accordo di programma tanto agognato dal primo cittadino, bocciato dal ministero, liberebbe Solvay da ogni obbligo. Sembra sia stato fissato domani un incontro al ministero dei rappresentanti della ditta belga con i vertici del dicastero sempre per la questione Bussi. Nella lettera il sindaco attacca il Mina e un po’ anche Solvay, rispolvera l’ipotesi tramontata della vecchia discarica e invita il ministero a fermare la ditta Belga alle prese con il capping (copertura) delle aree ex Medavox, interne al sito, che sarebbero già oggetto di un intervento nel programma di bonifica del Sin Bussi. Per la bonifica e riqualificazione del sito inquinato sono stati stanziati dallo Stato, soldi dei cittadini, 50 milioni di euro:

Sostiene il sindaco di Bussi: “Ritengo necessario sottoporre all’attenzione generale alcune osservazioni in merito al complesso iter di elaborazione ed approvazione dell’Accordo di programma per la Bortifica e la Reindustrializzazione del S.I.N. di Bussi sul Tirino, alla luce del perdurante ed ingiustificabile ritardo che rischia di vanificare il rilancio produttivo dell’area.

Preso atto della cronologia tecnico-amministrativa descritta dalla Solvay nella lettere inviata il 1 marzo 2016 al ministero dell’ambiente, mi preme sottolineare che la stessa non fa mai riferimento alla messa in sicurezza delle aree interne (ex Medavox), argomento scomparso anche dalle note del ministero – scrive il sindaco La Gatta – Fino ad ora Solvay ha sempre dichiarato la propria disponibilità a farsi carico del costo di 6 milioni di euro relativo alla messa in sicurezza delle aree interne, in modo da renderle disponibili per la reindustralizzazione (lettere del 28 luglio 2015), in sostituzione dell’attività relativa al Capping nelle aree esterne (Mipre). É evidente che, portando avanti i lavori di Mipre, la disponibilità di Solvay ad intervenire nelle aree interne potrebbe venire meno. Nella stessa lettere Solvay precisa che, avendo ricevuto indicazioni divergenti dalle Amministrazioni coinvolte (Marrm e Commissario di Governo), si ritiene libera di proseguire nell’opera di realizzazione del capping. Nello specifico le indicazioni a cui fa riferimento Solvay sono le seguenti:

  • comunicazione del Commissario di Governo Adriano Goio del 16 novembre 2015 in cui si chiede l’immediata sospensione delle attività di copping, visto che le stesse saranno interessate della bonifica, specificando che trattasi di richiesta “vincolante”;
  • comunicazione del Mattm del 30 dicembre 2015 che invece specifica che le opere di MIPRE potranno essere interrotte solo se le attività di bonifica sono incipienti, rendendo noto inoltre di non essere a conoscenza del progetti Commissariali.

Pur ritenendo improbabile che il Mattm non fosse a conoscenza del bando di gara per la bonifica delle aree esterne, emanato il 18 dicembre 2015 dal commissario, sembra impossibile immaginare come il Ministero non consideri inutili le opere di Mipre in corso di realizzazione da parte di Solvay, visto che le stesse aree saranno oggetto di bonifica. Ci troveremmo di fronte infatti ad una inutile spesa che tra l’altro raddoppierà, in quanto il capping dovrà poi inevitabilmente essere rimosso. Probabilmente le mancate partecipazioni alle riunioni formalmente convocate sulla materia (Conferenza dei servizi del 15 giugno 2015 e Conferenza dei servizi del 30 ottobre 2015) sta creando un pericoloso scollamento fra le azioni amministrative dei principali enti competenti. Va sottolineato che il Mattm, pur non partecipando alla Conferenza dei servizi del 30 ottobre, benché regolarmente invitato, ha comunque ritenuto di inviare la note prot. n.0017054/STA del 28 ottobre 2015 contente alcune osservazioni all’ipotesi di Accordo di Programma inviato dalla scrivente amministrazione, la quale ha immediatamente provveduto a modificare il testo recependo le indicazioni ricevute dal Ministero e inviando il nuovo testo con Pec del 4 novembre 2015. Dopo tre mesi da tale data il Mattm ha inviato una nuova missive che sembra ignorare del tutto quest’ultima comunicazione. – Prosegue la missiva del primo cittadino – La scrivente amministrazione ha provveduto a rispondere nuovamente, in data 28 gennaio 2016, chiarendo in modo ancora più approfondito ciò che il Ministero sembra non aver compreso. All’uopo si è anche svolto un incontro il 1 febbraio 2016 presso il Ministero stesso che ha visto la partecipazione anche del Vice Presidente della Regione Abruzzo on. Giovanni Lolli. É paradossale che mentre il Comune e la Regione, nel rispetto del D.L. n. 225 del 29 dicembre 2010, stanno adoperandosi per definire un Accordo di Programma al quale si è lavorato per anni e che ha portato a definire:

  • il Piano di Caratterizzazione del 6 Febbraio 2015;
  • il Progetto di Bonifica delle Aree esterne e messa in sicurezza delle aree interne (ex Medavox);
  • l’Individuazione dell’imprenditore reinvestitore;
  • Il Bando di Gara per la Bonifica;
  • la Proposta di Accordo di Programma;

il Mattm evita di partecipare alle iniziative istituzionali ed alle conseguenti decisioni amministrative rimettendosi all’esclusivo ruolo del Commissario. Atteggiamento condivisibile sul piano formale ma in evidente contraddizione con la citata comunicazione alla società Solvay con cui prescrive la realizzazione delle opere di Mipre dell’area esterna, ignorando del tutto lo stato di avanzato svolgimento della gara per la bonifica totale della medesima area. Tutto ciò è in evidente ed incomprensibile contrasto con il percorso concordato con tutte le Istituzioni coinvolte e finalizzato al rispetto del citato Decreto n. 225/2010. Si ha la sensazione, ma vorremmo sinceramente sbagliare, che questi cavillosi atteggiamenti non possono non provocare uno scenario drammatico per l’intero territorio. La disponibilità dell’Amministrazione di Bussi sul Tirino all’acquisizione delle aree oggi di proprietà Solvay è legata ad alcuni aspetti fondamentali ed irrinunciabili:

  1. bonifica totale delle aree esterne e messa in sicurezza delle aree interne (ex Medavox);
  2. reindustrializzazione mediante l’imprenditore individuato con Delibera di Consiglio comunale del 17 luglio 2015;
  3. certificazione del siti ante-opera e post-opera idonea a determinare l’esclusione di responsabilità del Comune di Bussi in ordine all’inquinamento dell’area acquisita.

L’assenza di uno qualsiasi di questi punti renderebbe impossibile l’acquisizione delle aree oggi di proprietà Solvay, vanificando le decisioni del Consiglio comunale di Bussi di concerto con tutte le Istituzioni coinvolte, assunte nel pieno rispetto del D.L. n.225 del 29 dicembre 2010. Va sottolineato nuovamente che tale Decreto condiziona l’utilizzo del 50 milioni di euro per la bonifica e la messa in sicurezza delle aree del S.I.N. di Bussi al fine di consentirne la reindustrializzazione.

In conclusione con la presente si intende manifestare forte preoccupazione rispetto a quanto sta avvenendo poiché ci troviamo di fronte al fondato pericolo che Solvay, avendo già completato il nuovo impianto Taf (in via di attivazione) e una volta completate le opere di Mipre, abbia creato le condizioni per abbandonare definitivamente il Sito industriale di Bussi, sottraendosi agli impegni fin qui sempre dichiarati. La preoccupazione va riferita anche al fatto che tutto questo sembra pericolosamente coerente con l’originario progetto del Mattm di realizzare nelle aree esterne una terza discarica di servizio, progetto che ha registrato una decisa opposizione da parte delle istituzioni locali, delle parti sociali e dell’intera popolazione. La realizzazione della discarica infatti impedirebbe la Bonifica ambientale delle aree esterne, la messa in sicurezza delle aree interne e quindi la connessa reindustrializzazione. Quanto da noi paventato sarebbe confermato qualora il Mattm non provvedesse immediatamente a comunicare a Solvay di interrompere le opere di capping”. 
Maria Trozzi
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