Abù O. e gli …indiani (asiatici e europei)

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia “per il rapimento e la detenzione illegale” dell’imam islamico egiziano Hasam Mustafà Osama Nasr, detto “Abu Omar”.

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Tale personaggio fu rapito nel febbraio 2003 a Milano da agenti stanutensi della Cia e instradato nel suo Paese, l’Egitto. Nel dicembre 2012, il tribunale di Milano lo ha condannato, in contumacia, a sei anni di reclusione, con l’accusa è di “associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale”. Ora l’Italia – hanno sentenziato i giudici Strasburgo – dovrà pagare 70 mila euro a Abu Omar e 15 mila a sua moglie “per danni morali”, in quanto “responsabile di numerose violazioni dei diritti umani, in particolare il divieto della tortura [di cui, nel caso, è responsabile l’Egitto, non di certo l’Italia] e il diritto al rispetto della vita familiare”!


A me la notizia (… il ‘sublime’ trattamento europeo rivolto nei riguardi di Abù) ha immediatamente portato alla mente l’assurda quanto penosa vicenda dei nostri due militari Massimiliano Latorre, e Salvatore Girone. I due Marò, “fucilieri” in servizio anti-pirateria sulla petroliera Enrica Lexie, vennero con uno strataggemma e dunque illegalmente sequestrati dalle autorità indiane il 19 febbraio 2012.

i Marò italiani Girone e Latorre

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Da allora tutti sappiamo come con pervicacia e ostinazione si sta comportando nei loro riguardi l’India, e come vergognosamente stanno agendo (o piuttosto non) gli imbelli governi italiani Monti, Letta e oggi Renzi.
Sono passati quattro anni senza che di tale vicenda internazionale se ne veda la conclusione. Nel totale e accertato disinteresse del Parlamento europeo ed anche dell’Onu ai “diritti della persona e della famiglia” dei nostri militari, l’ultima trovata … non interventista del nostro Paese, è stata di attivare un “arbitrato internazionale” rivolgendosi al “Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo”. Sappiamo che un’eventuale sentenza di detto tribunale verrà, a dio piacendo, fra qualche anno, e che intanto il governo di New Dheli (il passato e un nuovo) va avanti sulla sua strada di protervia  e di sfida di ogni regola internazionale, fissando date processuali e rinviando puntualmente e poi sine-die l’esame del caso.
Per gli “indiani” l’Italia conta come il classico “due di briscola”. E’ certo, ma  …l’Europa di cui facciamo parte, subendola spesso e, da masochisti, anche volentieri? A tal proposito, un analista politico indiano, Subhash Agrawal, ha dichiarato che … “l’Unione Europea è solo un blocco commerciale e non una potenza geopolitica”. Insomma, conta nulla.

Ciò che è di ogni evidenza anche a noi italiani, anche se tale consapevolezza non ci risparmierà di dover pagare all’imam egiziano e a sua moglie quel che c’impone lo strabismo della Corte Europea. Si dirà nel tempo a venire di questo Abù O.: Condannato e rimborsato!

gfp

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