Vasto – Le ecomafie: un convegno velleitario

ecomafia

Domenica scorsa il M5S ha tenuto un convegno sulle ecomafie e sulla piaga delle discariche, soprattutto abusive, che costellano il territorio italiano, abruzzese e vastese. Inutile sottolineare la gravità della situazione che vede l’Italia annaspare tra discariche, inceneritori, termovalorizzatori e “faidate”. Non essendo presente ho attinto alle interviste che “Zona Locale” ha fatto ai relatori presenti al convegno. La parlamentare europea, Daniela Aiuto,  è stata intervistata per prima e ci ha informato che l’Europa tiene sotto osservazione l’Italia per lo stato in cui versano le discariche nel Paese: in particolare gli ultimi rilevamenti davano be 24 discariche fuori legge in Abruzzo e di queste due in Vasto. Questo fatto determina una sanzione, da parte della Commissione europea di ben 200.000 euro a discarica: è ovvio che chi provvederà al pagamento non sarà il signor Renzi e neanche il signor Lapenna ma la comunità italiana e cittadina; come? Attraverso l’unica forma di estorsione legale, le tasse. A sua volta Pietro Smargiassi, consigliere regionale, ha evidenziato che l’ente appositamente costituito per la gestione del problema non ancora mette mano al problema perché il commissario ad acta si è dimesso dopo pochi mesi molto probabilmente per contaminazioni mafiose. Ignazio Corrao, anche lui europarlamentare, ha chiarito che l’Europa è attenta al problema ambientale ma non ha piena consapevolezza delle infiltrazioni mafiose e degli affari legati allo smaltimento dei rifiuti. Paolo De Chiara   ha invece voluto sottolineare, oltre a certe analogie tra il Molise e la Terra dei Fuochi, la mancata comunicazione del grave attentato alla salute da parte soprattutto dell’ex presidente Napolitano all’epoca ministro degli interni. Le interviste sono state concluse da Massimo De Maio, consigliere regionale in Abruzzo e portavoce del M5S che, unico, ha fatto un fugace accenno agli inceneritori (pur senza sbilanciarsi sull’argomento) ed ha posto l’accento su un certo eccessivo consumismo. Fin qui la cronaca come l’ho ascoltata dalle interviste di Zona Locale: resta il dubbio su cosa si intenda fare in pratica: perché è tutto giusto l’insieme dei rilievi che, a quanto ascoltato, sono stati fatti, ma la soluzione manca: nessuno ha parlato di come eliminare le discariche, quelle “legali” e quelle improvvisate. Nessuno, a quanto pare ha dato un giudizio su termovalorizzatori, fonte di ricchezza per nazioni cosiddette “verdi” come la Danimarca e fonte di inesauribili “no” da parte degli eco-catastrofisti: non solo ma a me è parsa velleitaria la constatazione di De Maio che ha stigmatizzato i carrelli pieni che comportano rifiuti eccessivi, a monte dei quali ci sono i rifiuti industriali che derivano dai processi produttivi necessari per realizzare quei beni, rifiuti superiori anche di sette volte quelli dell’utente finale. In conclusione un convegno auto celebrativo che non ha colto neanche l’occasione per la presentazione della candidata a sindaco di Ludovica Cieri.

Elio Bitritto

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