Vasto, “città accessibile e inclusiva”!

da “lu Mazzemarèlle” riceviamo e pubblichiamo

Da quando, … a lu Uaste mé, abbiamo bloccato Chengen? E chi vuole farlo?

L’on. M. Amato, candidata del PD regionale e di “Vasto Viva”, nella presentazione della propria candidatura, prima disdegnata e poi subito concessa, ne ha dette di ovvietà. Non tutte ma sicuramente tali. Del resto, dice bene Peppino Tagliente (e lui può ben saperlo): Un Sindaco non s’improvvisa, mentre Lei pensa di poter fare tutto e bene, comunque e in ogni caso: … il medico, il parlamentare e ora anche il “primo cittadino” in una realtà urbana, territoriale e sociale, di cui conosce soltanto i malanni fisici della gente bisognosa di cure e di strutture sanitarie, sicuramente migliori di quelle attuali.

Recita la candidata, di tutta evidenza renziana, che la sua azione sarà finalizzata essenzialmente a rendere Vasto città “accessibile” e “inclusiva”!
Belle parole, l’annuncio appare, come si suol dire, alto e nobile, seppur vacuo e sorprendente. Ma, mentre aspettiamo che ci dica qualcosa di più o di più esplicito quanto alla “inclusività” (… per e di chi, come e perché), in merito all’invocata “accessibilità” (!) da dare alla nostra città, con lecita dialettica, un po’ di sana ironia, insomma …‘na pingicàte, mi permetto di chiedere:

Onorevole, le risulta che gli altri candidati propongano di invalidare o bloccare anch’essi, per Vasto, il trattato di libera circolazione, delle persone e delle merci, a nord e a sud del nostro Comune, sia via terra che via mare!?

Se così fosse – amici miei – sarà bene chiedere e ottenere chiarimenti, e – per la nota vocazione della nostra città all’accoglienza, alla promozione storica e culturale, nonché turistica – dovremo molto preoccuparcene.
Dopo la disgrazia decennale di Lapenna&Compagni, … a lu Uaste c’amancàve pìre quàsse!

luM

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