Le banche tedesche peggio di quelle italiane? E quelle spagnole?

bad bank

Da tempo è emerso il problema delle banche italiane che, tra perdite e sofferenze, hanno perso qualcosa come 250 miliardi di euro. Una inchiesta di Nord.it, che riporto quasi integralmente, evidenzia che la sola Royal Bank of Scotland ha perso 48 miliardi di sterline dal 2008 al punto che è stata nazionalizzata al prezzo di altri 150 miliardi di sterline di soldi pubblici. Restando in Gran Bretagna il gruppo Lloyds Banking ha perso ”solo” 6 milioni di sterline. Passiamo alla Deutsche Bank tedesca la quale, rigorosissima con gli altri e in particolare con italiani e greci, ha chiuso il bilancio 2015 con la perdita di 6,8 miliardi di euro: ciò non basta perché è stato misurato anche lo stato di salute della suddetta banca: in pratica chi ha acquistato azioni della Deutsche a 100 euro nel 2010, oggi ne ha persi 70. Tra l’altro ai quasi 7 miliardi di perdite la banca ha dovuto accantonarne altri 4 per cause legali in cui è coinvolta. Ma la Deutsche Bank non è sola dato che la seconda banca tedesca, la Commerzbank ha un buco di 4,5 miliardi di euro. Altro aspetto che in Italia è poco conosciuto è relativo al fatto che il divieto assoluto di aiuti di stato alle banche è abilmente e fraudolentemente aggirato dai tedeschi: le banche dei circuiti Landesbank e Sparkasse (una sorta di banche regionali e casse di risparmio) sono “pubbliche” al 40%, e fin qui niente di male: il problema nasce dal fattoi che le Landesbank tra il 2009 e il 2012 hanno accusato perdite per 14 miliardi di euro e, nel loro insieme queste banche “pubbliche” hanno ricevuto 80 miliardi di aiuti di stato oltre che garanzie, sempre statali per 230 miliardi di euro: e l’Italia acconsente al bail-in, e all’Italia è vietata la bad bank!

Andiamo oltre: la famigerata bad bank vietata all’Italia viene invece consentita alla Spagna.  Perché? Per il semplice motivo che le banche tedesche sarebbero fallite dato che avevano prestato enormi capitali al settore edilizio spagnolo: ad esempio il Banco Popular ha chiuso il 2015 con 172 milioni di rosso, vale a dire meno della Banca Etruria e non si capisce per quale stramaledetto motivo il ministro Padoan ha chinato il capo e si è prostrato (per non essere volgare) all’accordo capestro con la Commissione Europea sulle sofferenze italiane. A dar maggior credito a quanto sopra l’Agenzia Blomberg riassume in una manciata di grafici la “tempesta perfetta” che si sta abbattendo sul settore bancario, in particolare quello europeo: le banche dell’indice europeo Stoxx 600 hanno perso il 39% del picco registrato a luglio! Il crollo nel settore bancario non ha riscontri in qualsiasi altra categoria industriale, anche se italiani e greci guidano i ribassi, le grandi banche hanno problemi seri; il Credit Suisse Group Ag ha visto le sue azioni crollare al livello del 1991: Deutsche Bank Ag, Barclays Plc, Bnp Paripas Sa e Banco Santander hanno perso qualcosa come il 22% del loro valore di mercato nel solo mese di gennaio di questo anno. Se continua questa sudditanza franco tedesca non potremo che ringraziare i nostri stessi governanti!

Red

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