Delle cosiddette Unioni Civili o più esplicitamente del matrimonio-gay

 

Francesco ammonisce“… Come tutti sappiamo, la differenza sessuale è presente in tante forme di vita, nella lunga scala dei viventi. Ma solo nell’uomo e nella donna essa porta in sé l’immagine e la somiglianza di Dio (…). Questo ci dice che non solo l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia, sono immagine di Dio. La differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio.
(Papa Francesco – Catechesi del 15 aprile 2015)

Nel Bel Paese ove il Sì suona”, necessariamente a voler essere ‘moderni’ e ‘progressisti’, e dire “No”, se del caso, è considerata espressione di “bieco conservatorismo”, grande è la confusione sotto il cielo e nei Palazzi istituzionali e non di meno nella Comunicazione. Alla vigilia del preannunciato esame in Parlamento del Decreto Legge sulle “Unioni Civili” e connesso stepchild-adoption (affiliazione del figliastro), le opinioni sin qui manifestate, da una parte e dall’altra, sono oggettivamente diverse e contraddittorie, più che dialettiche. Il Paese Italia ancora una volta si pone di fronte a delle scelte su normative che, se approvate, avranno sì valore legale, ma non da doversi ritenere di per sé apportatrici di progresso, sia umano che sociale. Che altri Stati le abbiano già adottate simili leggi, non dice affatto quel che ha affermato (ciurlando nel manico, e con una logica tutta sua) Matteo Renzi : “Questa legge ci vuole, è di buon senso fosse solo che siamo l’ultimo paese europeo a non averla …”.

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Matteo Renzi, come capo del governo, obbligato a conservare “i numeri” per “andare avanti”, avvertendo i pericoli di uno sfaldamento della sua maggioranza su tale controversa e anche pasticciata questione, ha fatto sapere che su di esso si dovrà decidere , insolitamente nel suo agire, a scrutinio segreto. Una posizione, dunque, rispettosa delle prerogative del parlamento, soltanto in apparenza. Ma c’è di più. Sul tema legislativo e sulla questione sostanziale lo stesso politico, oggi premier nazionale, un tempo manifestò altri convincimenti. Aderendo, da Presidente della Provincia di Firenze, ad un Family Day del febbraio 2007, ebbe a dichiarare “ la famiglia è la cellula della società non perché lo dicono i cattolici, ma perché è il fondamento di un modo di stare insieme”. Ed è questo il punto, tanto che, a proprosito di quel che è da dirsi e tenersi come “Famiglia”, su precisa richiesta di valutazione da parte del Governo, il Presidente della Repubblica, pur non volendo entrare nel merito del ddl Cirinnà in discussione, ha ricordato che nella sentenza 138 della Consulta (aprile 2016) I costituenti tennero presente la nozione di matrimonio che stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso”.

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Non meno complessa, e per i credenti non poco spinosa, è la posizione della Chiesa cristiano-cattolica, così come manifestata dalle sue diverse e autorevoli componenti gerarchiche.
Qualche giorno fa, il Vescovo mons. Nunzio Galantino, quale Segretario della Cei (l’Assemblea generale dell’episcopato italiano) , ha fatto sapere all’indirizzo degli Organizzatori del Family-Day (30 gennaio prossimo) di non aspettarsi il “patrocinio” della Chiesa su tale iniziativa. Questo per una visione della questione che appare, come è stato fatto osservare e pur con tutto il rispetto per l’Istituzione,  quantomeno capziosa, giacchè mentre apprezza “la società italiana che può e vuole contare sul bene inestimabile della famiglia composta da un padre, una madre e dei figli”, non si esime dall’osservare che “la stessa società registra al suo interno anche la presenza crescente di unioni di segno diverso” cui lo Stato “ha il dovere di dare risposte”!
Al contrario, il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della stessa Cei, ha dichiarato qualche giorno fa che “ Lo spirito della Manifestazione per la famiglia è condivisibile, poiché “la famiglia non può essere uguagliata da nessun’altra istituzione o situazione”. “Il decreto voluto dal Governo – ha poi aggiunto – “è una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell’Italia”.
Più in linea con mons. Galantino appare la posizione del Vescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte. In veste di Segretario del “Sinodo sulla famiglia”, ha nettamente dichiarato, su un piano prettamente laicista, che: “Dare diritti agli omosessuali è un fatto di civiltà”. Affermazione alla quale sembra rispondere una nota del blog www.tempi.it, in questi termini: “E quali sarebbero, i “diritti”, attualmente negati in questo paese “agli omosessuali”? Gli è forse proibito di vivere e di accoppiarsi come meglio credono? O invece sono da intendersi come “diritti indiscutibili” il “matrimonio e i figli?”.

Papa Francesco a San Pietro , Città del Vaticano 7 settembre 2013 ANSA/ DI MEO

Il “Vescovo di Roma” e successore dell’apostolo Pietro, da parte sua, nel recente passato, rispondendo ad un giornalista ebbe a osservare :“Se una persona omosessuale è in cerca dell’amore, io non sono nessuno per giudicarla, …”. Parole (…di misericordia) che portò Nichi Vendola di Sel a dichiarare: “Oggi è un grande giorno, Bergoglio è un esempio di democrazia … Da Francesco I oggi c’è solo da imparare”.
In realtà, a dimostrare che la “tenerezza”, mostrata verso chi è nell’errore da parte di Francesco non significa per la Chiesa – ove e quando necessario – non ri-affermare i propri princìpi morali e di fede. E’ per questo che il Papa, appena qualche giorno fa, ha chiaramente ribadito cheNon può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione. La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al ‘sogno’ di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità”. “Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza” – ha ancora detto Francesco, con parole ‘magistrali’ e insieme poetiche, nella Catechesi citata a introduzione, ancora aggiungendo: “Solo se guardiamo i bambini con gli occhi di Gesù possiamo veramente capire in che senso, difendendo la famiglia, proteggiamo l’umanità! Il punto di vista dei bambini è il punto di vista del Figlio di Dio”.

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Mia opinione. Di fronte a questioni di civiltà, prima che morali, come queste, personalmente trovo difficile non pronunciarsi. Nel nostro piccolo spazio pubblicistico, pur non volendo e soprattutto non potendo erigerci a … moralizzatori o ‘moralisti’ (…figuriamoci!), né in grado di esprimere come “gli onorevoli” un voto, non possiamo dirci indifferenti civilmente, e agnostici in fatto di fede professata.
A voler restare sul piano dell’esercizio laico della organizzazione statale e sociale, non riteniamo accettabile che alcune persone ( 1 su 5, dicono i sondaggi) possano pretendere una “legge” utile a soddisfare e imporre un “desiderio legittimo, ma soggettivo”, imponendola come norma a tutta la comunità sociale; soprattutto a quelli che avranno in sorte – senza loro volere o responsabilità – di nascere quali figli concepiti da un utero per qual si voglia scopo in affitto ( in politichese detta: “pratica di surrogazione della maternità”). Figli ‘programmati’ e cresciuti da due padri e nessuna mamma reale e quotidiana, oppure da due mamme e nessun padre in casa e come naturale figura di riferimento maschile.

Serve tolleranza umana, ovviamente reciproca, certamente, ma il mondo gay deve accettare che vi siano componenti della società, anch’esse e non meno ‘democratiche’, che – di là dei riferimenti religiosi – hanno un’altra visione della famiglia e della sessualità.
Chiedere e ottenere libertà di con-vivenza fra adulti, con tuti i risvolti legali e sociali che vogliano adottare i singoli cittadini, quali che siano i sessi nella coppia, è legittimo quanto ammesso senza alcuna remora o conseguenza in Italia, ma non si può chiedere una modifica ope legis della cultura, sia religiosa che laica della nazione in cui si vive. Ed è invece quel che si pretende che avvenga, com’è nelle parole ultime e inaccettabilmente partigiane del Presidente attuale della Camera. Come non è possibile, con evidenza, mutare con il semplice (e nel caso risibile) voto di un’assemblea parlamentare … la natura di ciascuno organismo vivente, e tanto meno delle caratteristiche bio-etiche del genere umano.

Giuseppe F. Pollutri

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