Ricerca del piacere e paura della morte secondo Epicuro.

epicuroEpicuro, il Maestro di coloro che l’anima con il corpo morta fanno, ci incita a ricercare durante la vita il piacere , ossia ‘ non avere dolore nel corpo né turbamento nell’anima’ ed a NON avere paura della morte, sinonimo di semplice mancanza di sensazione.

[MM] “Meneceo (…) abituati a pensare che per noi uomini la morte è nulla, perché ogni bene e ogni male consiste nella sensazione, e la morte è assenza di sensazioni (…) perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo più noi. (…).Il saggio, così come non cerca i cibi più abbondanti, ma i migliori, così non cerca il tempo più lungo, ma cerca di godere del tempo che ha. E’ da stolti esortare i giovani a vivere bene ed i vecchi a morire bene, perché nella vita stessa c’è del piacere, ed è la stessa cosa l’arte di vivere bene e di morire bene. (…). Abbiamo infatti bisogno del piacere quando soffriamo perché esso non c’è. Per questo motivo noi diciamo che il piacere è il principio ed il fine di una vita felice. Noi sappiamo che esso è il bene primo, connaturato con noi stessi, e da esso prende l’avvio ogni nostra scelta e in base ad esso giudichiamo ogni bene, ponendo come norma le nostre affezioni (…). Quando dunque diciamo che il piacere è il bene completo e perfetto, non ci riferiamo affatto ai piaceri dei dissoluti, come credono alcuni che non conoscono o non condividono o interpretano male la nostra dottrina; il piacere per noi è invece non avere dolore nel corpo né turbamento nell’anima (…). Medita giorno e notte tutte queste cose, e ciò che è connesso con esse, sia in te stesso che con chi ti è simile: così mai, sia da sveglio che nel sonno, avrai l’animo turbato, ma vivrai invece come un dio fra gli uomini. L’uomo infatti che vive tra beni immortali non è in niente simile ad un mortale” (Epicuro, Lettera a Meneceo).

Filippo Salvatore