Aletto, Megera e Tisifone.

femministe-signorelli-aspesi-marainiIn Italia ci sono, tra le altre (molte altre), tre signore, bruttarelle anziché no, che passano per essere le femministe più convinte ed equilibrate nella lotta alla eguaglianza tra i sessi. Si sono espresse recentemente su quanto accaduto la cotte del 31 dicembre a Colonia ed in altre città europee, dando un giudizio lapidario “le aggressioni ai danni delle donne sono dovute al maschilismo occidentale”! Assolutamente convinte di ciò assolvono le tre papesse i molestatori di fede islamica perché questi “rappresentano un problema marginale” rispetto ai brutali maschi europei.

Intanto la prima di queste signore che non rischierebbero certamente molestie sessuali neanche da oranghi eccitati, Natalia Aspesi, firma prestigiosa di Repubblica, firma un volo pindarico di rara incoerenza: intanto i molestatori non sono islamici ma “stranieri”: poi, bìvuoi mettere come molestano i “branchi di paese” italiani, quelli stessi che non le avrebbero difese a Colonia  e che anche in casa possono essere loro assassini! Ottimo esempio di razzismo ideologico e discriminazione sessuale. Poi vuoi mettere quanto più gravi gli insulti e le parolacce degli italiani rispetto agli “sputi in faccia ed alle palpate” degli “stranieri” (islamici ) immigrati a Colonia? In conclusione secondo la Aspesi – Aletto non è bello insultare gli immigrati, tanto più se islamici.

Non poteva mancare l’illuminato parere di  Amalia Signorelli antropologa particolarmente “illuminata” perché “vetero femminista” e in quota fissa di sinistra nei talk show. Questa novella “Megera”, intervistata da “Lettera43”  spiega che, “nonostante le apparenze a Colonia è andata in onda una guerra tra maschilisti” sic! Ho cercato di capire qualcosa di questa affermazione e la spiegazione è un capolavoro di ipocrisia “islamocomunista”: in pratica “l’ uomo occidentale difende le donne aggredite per sentirsi superiore ai musulmani. Cercano di fare di noi donne la bandiera della loro capacità di liberazione”. Non contenta di questa raffinata elucubrazione la nostra antropologa aggiunge acciocché sia tutto più chiaro “… gli uomini occidentali cercano di fare i furbi condannando i tentati stupri in Germania solo per sentirsi superiori ai colleghi islamici, e sottomettere meglio le donne europee”. Capito il ragionamento? “quelle finesse”!

Conclude un’altra grande firma della superiorità (supposta – in ogni senso) delle sinistre, Dacia Maraini che possiamo assimilare all’ultima delle Erinni, Tisifone: essa signora è più informata della polizia tedesca perché con tracotante sicumera sentenzia “Stento a credere che tra gli aggressori ci possano essere migranti e rifugiati, gente che ha alle spalle storie molto dolorose”. Aggiunge inoltre, per essere certa che il suo pensiero non venga equivocato, che quello di Colonia è “un atto di una guerra misogina, contro le donne viste come prede”. In realtà il problema non è nella cultura islamica perché certi preconcetti sono presenti anche in una nostra cultura arcaica per la quale la donna è una “proprietà dei maschi”. Cosa dire di più? Io credo che se le donne non hanno ancora raggiunto la parità dei diritti con gli uomini, sia anche, ripeto, anche, colpa di certe femministe che sono dei maschi travestiti.

Non poteva mancare una nota di soffuso sorriso quando si pensi al vignettista Vauro che, dopo la vignetta sugli italiani che dicono “le nostre donne ce le stupriamo noi”, ha svangato un’altra vignetta, non meno volgare, quella in cui si vede il piccolo Aylan (il bambino siriano rinvenuto annegato su una spiaggia) che, divenuto grande, va all’inseguimento mdi una donna con chiari intenti. In conclusione …. Forse le tre Erinni e Vauro hanno avuto dei problemi da piccoli o da adolescenti, problemi che emergono ogni tanto, ma solo quando aprono bocca o scrivono.

Elio Bitritto