Indecente … PD’Alfonso

il guappo

Dopo decenni di occupazioni di aule, case, istituzioni, strade, ferrovie e chi più ne ha più ne metta, il PD scopre che l’occupazione del “trono” di D’Alfonso costituisce un reato, una forma di violenza inaccettabile, una vera e propria offesa, più esattamente un “vilipendio” al popolo abruzzese. S’è visto un “armadio semovente”, appunto Luciano D’Alfonso, spintonare come un qualsiasi guappo o teppistello, Sara Marcozzi, Consigliere regionale del M5S, rea di essersi seduta sul suo personale scranno, addirittura sfilandolo dal sedere e rischiando di farla cadere. Non ho particolari simpatie per il movimento di Grillo, ma un comportamento del genere dimostra la natura prepotente del Pd che non si smentisce neanche di fronte ad una semplice manifestazione di protesta, soprattutto se la violenza viene esercitata nei confronti di una donna. La giustificazione della inciviltà di D’Alfonso dalla quale nessun membro della maggioranza si è dissociato, è stata data dal capogruppo del Pd, Sandro Mariani “Si tratta di un modo incivile di porre in essere le proprie rimostranze, cui nessun membro della maggioranza si è mai sottratto in questi giorni di assiduo lavoro in commissione e tantomeno intende sottrarsi oggi in Consiglio”. In pratica Mariani ha l’impudenza di parlare di “inciviltà” della Marcozzi e tace su una vera e propria aggressione fisica di D’Alfonso che ha tentato di giustificarsi dicendo “sono venuto stamani per partecipare ad ogni forma di dibattito ma non all’impedimento fisico. La prossima volta cosa ci dobbiamo attendere? Il fuoco”? Ma perché la Marcozzi ha “occupato” il trono ? in segno di protesta perché ancora nel corso della mattina in cui si doveva discutere del Bilancio, mancavano alcuni documenti contabili. Se questa non  è violenza ci dica cosa è? Diciamo che, quanto meno ad una “violenza” di tipo velleitario come l’occupazione del trono è seguita una violenza duplice, fisica e politica della quale sua altezza repubblicana Luciano D’Alfonso, dovrebbe vergognarsi e con lui tutta la sua maggioranza.

Elio Bitritto