“Il Malocchio” (la fattîre) a lu Uaste

Per un vastese migrato altrove, riascoltare, più che leggere, la parlatura “di casa” o per molti quella …“de na vòdde” può essere un conforto, se si vuole una ricreazione della memoria e dello spirito.

Il Malocchio by FP DADAMOHo pensato a questo ascoltando e guardando “Il Malocchio“, una visualizzazione di vita straordinariamente ancora reale o possibile, a quanto pare, a Vasto, postato nel suo blog dall’architetto Francescopaolo D’Adamo. Tanta è la positività di quest’azione, che direi di ‘culto’ popolare, che ho creduto bene – quale che sia lo scopo del domestico ‘esorcismo’, realizzato con ciotola e acqua, olio e sale, digitazione e rituale pseudo religioso non meno – di riportarlo con un link su Qui Quotidiano.

In tale video, come per certe rappresentazioni teatrali, che notoriamente ancora suscitano la voglia d’ascolto della gente che vuole non solo ridere o sorridere, ma ‘riassaporare’ quella “affabulazione” gergale da molti tenuta nell’oblio se non ormai dimenticata, ho percepito una sagacia apparentemente semplice e in realtà fatta di una sorta di saporosa ‘conserva’ di parole e gestualità. Elementi di tradizione popolare buoni ancora a ‘condire’, non solo con manicaretti e leccornie, i vari momenti della vita quotidiana, in un luogo ancora sagace e … ‘di paese’.

Pensavo anche – tornando al video in argomento – che sarebbe utile che tutto il dire, dialogato e soprattutto monologante della convinta ministrante del “malocchio”, ‘fatto’ … “a chi piace a mà!”, divenisse leggibile in una trascrizione, per più e meglio comprenderlo e apprezzarlo nella sua preziosità uditiva, caratterizzante il tempo e il luogo. Si dirà che leggere le espressioni dialettali è altra e diversa cosa dell’ascoltarle dal vivo; pure, per apprezzare fino in fondo, oltre che memorizzare per tramandare ad altri, occorre capire e afferrare bene quel che si dice, ciò che in quel ambiente domestico è risuonato. Dopo la lettura, immagino, sarà ancora più bello e gradito riascoltare voce e inflessioni, far propria la pregnanza delle parole e la capacità evocativa delle espressioni e delle esclamazioni lì per lì pronunciate, ascoltate e registrate. Ma – osserverà l’autore del video in questione – non si può avere tutto…

Comunque sia, ecco a voi, qui cliccando: > Il Malocchio < immesso in Rete dall’Archidadamo. Una dimostrazione di come farsi togliere l’invidia ed altri malefìci – a lu Uaste – da parte di chi dell’umanità e di tutti … sa vëit’eterne!


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Alle motivazioni folk-culturali sopra esposte qui aggiungo un mio, quanto ormai diffuso, pensiero e auspicio: l’augurio, per la comunità dei vastesi, di dentro e di fuori, di un Anno 2016 liberi finalmente da …la fattîre, vale a dire: dalla decennale, civica e amministrativa, iattura!

Pino Pollutri