Del tempo e dell’universo, parola e sentimento

 

Da Filippo Salvatore, riceviamo e pubblichiamo:

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Due detriti fummo

Emergesti, frutto maturo, tra conchiglie
dalla schiumosa riva dell’Adriatico
e sulla falba, scottante sabbia
io solo te accolsi. E tu,
scintillante la pelle e
saporosa di sale,
solo me cercasti.

E ti ritrovai come perfetta perla
caduta tra innumeri granelli.
E festino di sensi fosti, fui,
frutto d’amplesso al fin fummo.

Anche tu ed io due detriti,
carcassa di risecco granchio,
saziata l’ingordigia, fummo,
tra tanti roventi detriti
coperti di salsedine,
sbattuti dai marosi sulla spiaggia.

Magia del ricordo che
vita dà a morte passioni.

30 novembre 2015


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Solo la morte

La mia piccolezza umana
si esalta e si annega
nel mistero del firmamento.
E provo la caducità del vivere,
l’ansia della Morte
e la pace che mi darà
quando ridiventerò stringa,
infima parte del Tutto.

La mia vita è una caduca bugia
nutrita d’illusioni che dà l’amore.
Solo la Morte permane
la sola, inevitabile verità.

Dicembre 2012

Frequentatori e autori della parola poetica,
il sentimento del tempo e dell’universo,
per un breve o lungo tratto ci vivifica, ci esalta, al fine ci trafigge.

Non sarà vana, peraltro, da ultimo, l’esaltazione, la disillusione e la pena.
Giacché ”… fatti non foste – ci ha lasciato scritto Dante Alighieri –
a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza”.
g.f. pollutri

gusci di granchio in settembre-2012