Sballo e stupefacenti … da morire. Chi se ne preoccupa?

sballo_da-morireNegli ultimi anni la propensione al rischio tipica dell’adolescenza si esplica in comportamenti francamente pericolosi dove spesso il giovane mette in gioco la sua salute se non addirittura la sua stessa vita. L’uso precoce di tabacco o alcool – tra i 12 e i 13 anni, alcune volte anche prima, rappresenta il primo passo che porta verso le sostanze, tra cui marijuana e hashish, cocaina e allucinogeni, inalanti e anche eroina.

Riporto quanto sopra, tratto da una ricerca sull’uso degli stupefacenti e il suo mercato, e soprattutto in quale ambito umano e urbano la droga colpisce in maniera funesta e talora esiziale. Un richiamo che molti addetti ai lavori fanno, ma che sembra non interessi più nessuno, e su cui, comunque, la Comunicazione (ovvero la sensibilizzazione pubblica al problema, ed anzi alla piaga) appare distratta e se vogliamo dirla tutta anche colpevolmente omissiva.
Sarà perché “altre questioni e problemi” – crisi economica, migranti, terrorismo, oltre alle quotidiane twittate di e su Renzi e connesse recitazioni televisive dei pidiani e associati – tengono banco e occupano telegiornali e trasmissioni, ma del mercato crescente, dilagante malgrado controlli e sequestri, dei danni arrecati ai singoli giovani e non solo, degli spacciatori che affollano le nostre città e poi le (troppo affollate, dice Pannella) carceri italiane, non se ne parla quasi più, se non all’interno di un discorso sul disordine urbanistico e sociale che emerge solo accidentalmente, laddove s’interroga la gente perplessa e talora disperata, radunata nelle piazze televisive, o di quanto in quanto nelle interviste spicciole e talora inopportune per reati ed eventi funesti.

E’ di questi giorni la notizia dell’individuazione di tre ragazze adolescenti che avrebbero somministrato, una volta ancora, una pasticca di droga sintetica ad una loro amica (!) e coetanea, Ilaria Boemi, sedicenne trovata morta nell’agosto scorso su una spiaggia di Messina. Se ne parla in quanto fatto delittuoso, giustamente doloroso e da compiangere, ma si tralascia di dire, seppur minimamente e nella stessa comunicazione, del contesto di disordine e licenziosità in cui il fatto si è verificato. Non si annota affatto che la ragazza morta e le altre sue ‘amiche’, come i ragazzi loro coetanei che fanno uso corrente di tali sostanze, quali che siano le ragioni personali e sociali, vivono una vita “trasgressiva e ribelle” (aggettivi usati dalla stessa madre ) in modo abituale e non …“in una notte di divertimento e di sballo”, come sentiamo dire in tv, per superficialità, forse, ma con significazioni implicite aberranti.

vendeva-droga-a-Tor-Bella-MonacaNelle stesse ore, abbiamo un’altra notizia correlata al tema della droga. Come altre volte, i nostri giornali, cronache tv e media-web ci ragguagliano su “una operazione di polizia, delle forze dell’ordine che hanno portato al sequestro di “un grande quantitativo di cocaina” o di altre droghe, ‘sbarcate’ o trasportate sulle nostre strade da trafficanti vari, stranieri e non meno italiani. Ci si compiace dell’azione di investigazione e dell’intervento effettuato, ma del dove finisca invece quel gran quantitativo che notoriamente sfugge ai controlli, del dove si spaccia e chi, del disordine morale e sociale che in modo crescente caratterizza il tessuto urbano e sociale dei nostri luoghi, si dice poco o nulla, come se fosse un ‘fatto’ endemico o un portato inovviabile di una civiltà ‘laica’. Come una “mala erba” spontanea, una tenace e proliferante gramigna, da estirpare (come la cannabis) quando e là dove riesce di farlo.

Sballo ed ecstasy, morte in discotecasballo_ragazze e alcol20121119_funnydrunkgirls035

“La droga – secondo una definizione semplice ma sostanziale – è una sostanza che provoca alterazioni dello stato di coscienza dell’individuo”. A me pare ( più che metafora una dolente realtà): che nei comportamenti singoli e/o di gruppo sempre più privi di qualsiasi remora o regola in nome del “bisogno di libertà”, con la facile assunzione degli stupefacenti, da parte dei giovani in particolare, sia ravvisabile una ‘alterazione’, o peggio una perdita di coscienza da parte della società, sia pur essa teoricamente civile e libera. Un tessuto di rapporti umani che, avendo smarrito e o peggio rinunciato ai Valori, non dico fideistici, quanto ai più ‘ordinari’ e naturali che fanno bella e degna la vita di un uomo, rischia la sua stessa sopravvivenza antropica, non meno dell’ambiente preda di ‘fumi’ fossili e di pesticidi artificiali. Ma poca è la consapevolezza, e se ne parla soltanto incidentalmente per la morte o per il reato di turno, come fossero questi fenomeni non governabili, su cui dolersi e presto da dimenticare.


Alla prossima morte o violenza, dunque, al prossimo sequestro, al ricorrente arresto-e-rilascio con inutile e pressoché derisoria denuncia “a piede libero”. E per gli amanti degli eventi e dei suoi cantastorie mediatici: Alla prossima e successiva vittima di una “notte dello sballo” con alcol e droga, mal-inteso come giovanile licenza al divertimento, non capendo o volendo ignorare – per il profitto economico – che la nostra società è da dirsi così   … “sballata” nei suoi atti e misfatti, privati e pubblici.

GFP

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