Damiani si è dimesso da Commissario Agir. Salto nel vuoto per la gestione integrata dei rifiuti. Abruzzo verso l’emergenza

untitledFu definita la rivoluzione d’Abruzzo. Venne ribattezzata la gestione intelligente dei rifiuti e invece, sotto gli occhi di tutti e nel silenzio assordante della Regione, si naviga ancora in alto mare. Giovanni Damiani si è dimesso dall’incarico di Commissario unico dell’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, incarico che ha ricoperto a titolo gratuito come da legge regionale. Ruolo vacante da un mese ormai e non è stato ancora indicato alcun altro per ricoprirlo. Se non si corre ai ripari sarà emergenza rifiuti e a fine anno saranno guai per l’Abruzzo con i costi costi che lieviteranno a dismisura. Non c’è nessuno, in questo momento, a portare avanti il discorso avviato dal direttore tecnico Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale), nominato Commissario unico Agir, a febbraio scorso, dal Presidente della Regione Luciano D’Alfonso.
Damiani ha lasciato l’incarico da poco meno di un mese. Da allora tutto tace in Regione, la giunta sembra non occuparsene e nessuno fa nulla per portare avanti la programmazione, l’organizzazione e il controllo dell’ente che rappresenterebbe i Comuni dell’Ato Abruzzo, Ambito unico regionale che ha sostituito i 4 Ato (Ambiti territoriali ottimali raccolti in 13 comprensori e 200 società tra consorzi intercomunali, società per azioni a capitale pubblico e misto, unioni di Comuni e cooperative sociali) delle province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo. Damiani, chiamato per avviare l’Agir, ci ha riferito che le criticità che attualmente ritardano la funzionalità della nascente Agenzia e la situazione regionale della gestione del ciclo dei rifiuti richiedono competenze giuridiche e amministrative a più alto livello. In realtà, dalla nostra inchiesta emerge che il Commissario avrebbe dovuto lavorare appoggiandosi alla struttura dell’assessorato all’ambiente, in questi mesi praticamente smantellato. Un Assessorato mandato in profonda crisi e un commissario rimasto solo e impossibilitato ad agire? Non solo, l’Abruzzo non ha più neanche un assessore all’ambiente. Attualmente la delega all’ambiente è stata ritirata ed è requisita nelle mani del governatore D’Alfonso mentre le sole funzioni sono affidate al sottosegretario della giunta regionale, Mario Mazzocca. Ad occuparsi del settore rifiuti e per tutta l’Abruzzo, nell’ufficio dell’ex assessorato sarebbero rimasti in 3, dal momento che l’ingegnere dirigente del Servizio gestione rifiuti, uno dei più delicati e problematici della Regione, è appena andato in pensione. Dopo le dimissioni di Damiani i problemi potrebbero assumere caratteri squisitamente giuridici perché il vuoto non colmato a fine anno potrebbe creare incertezze quando saranno in scadenza diversi contratti di servizi di smaltimento dei rifiuti. Non occorre essere veggenti per prevedere un’imminente possibile emergenza rifiuti con i costi che lievitano e la possibilità di dover ricorrere a consulenze esterne mentre sinora chi ha lavorato lo ha fatto a titolo gratuito, se manca la volontà di una gestione intelligente dei rifiuti solidi urbani.
Per una gestione integrata dei rifiuti urbani in Abruzzo si è gridato al miracolo quando è stato nominato Commissario straordinario, Giovanni Damiani, che per l’avvio delle attività dell’Autorità regionale era arrivato persino a diffidare, proprio i primi di novembre, i Comuni che non hanno ancora deliberato l’approvazione della Convenzione per la costituzione dell’Agir. Sino al 4 novembre, 6 comuni hanno deliberato di non approvare la convenzione, 13 hanno rinviato la seduta consigliare e 45 risultano inadempienti. E nella seduta di giunta, di poco precedente le dimissioni di Damiani, l’esecutivo regionale ha approvato un provvedimento con il quale demanda al Presidente D’Alfonso il potere di nomina di commissari ad acta per intervenire là dove le amministrazioni risultano inadempienti, in vista della costituzione dell’Agenzia. Nulla di fatto per l’autorità sino a questo momento ed il rischio è che al momento del
Comuni che non hanno approvato la convenzione: Colledimacine, Montazzoli, Palena, Pescocostanzo (Aq), Popoli (Pe), Torino Di Sangro (Ch).
Comuni inadempienti: Alba Adriatica, Avezzano, Bisegna, Bisenti, Campli, Capistrello, Cappadocia, Carpineto Sinello, Casalanguida, Castellafiume, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Celano, Civita D’Antino, Collarmele, Collecorvino, Cortino, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Frisa, Guardiagrele, Guilmi, Lecce Nei Marsi, Liscia, Massa D’Albe, Monterodomo, Morino, Orsogna, Ortucchio, Ovindoli, Palmoli, Perano, Pescosansonesco, Picciano, Roccascalegna, Rosciano, San Benedetto In Perillis, San Buono, Scerni, Secinaro, Villa Celiera, Villetta Barrea
Comuni che hanno rinviato la seduta consiliare per la decisione: Arielli, Canzano, Cellino Attanasio, Civitella Casanova, Lama Dei Peligni, Palombaro, Pennapiedimonte, Pettorano Sul Gizio, Pietranico, Sant’Eufemia a Maiella, Torrebruna, Torricella Peligna, Villavallelonga.
La gestione integrata è il frutto della drastica semplificazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani prevista dalla Legge regionale n. 36 del 21 ottobre 2013, che prevede la significativa riduzione, ad un unico ente di gestione, degli oltre 200 gestori che in Abruzzo fanno affari con l’immondizia.
Prima di Damiani, l’incarico di commissario straordinario era stato affidato a Stefania Valeri, nominata alla direzione dell’Avvocatura regionale che aveva a sua volta preso il posto dell’ex dirigente Antonio Sorgi, coinvolto nell’inchiesta Re Sole della Procura dell’Aquila, accusato di corruzione e turbata libertà degli incanti. Proprio l’uscita di scena di Sorgi, oltre all’avvicendamento politico in Regione dopo le elezioni di maggio 2013, erano state addotte come ragioni del ritardo nell’iter di applicazione della legge di riforma che fissava la nascita dell’Agir al 2014. In realtà molte sono le resistenze della folla dei vecchi amministratori e dei comuni. Ma altrettanto vero è che, a quanto pare, la volontà di far funzionare l’Autorità continua a mancare se è vero che il commissario Damiani è stato lasciato senza quel sostegno che la sua nomina aveva, sulla carta, annunciato ma che poi si è concretizzato nell’esatto opposto.
Le spese di funzionamento dell’Agir saranno a carico dei Comuni abruzzesi, che saranno obbligati ad aderire all’Ato unica e a pagare una quota con gli introiti della tassa sui rifiuti.
A nominare il direttore generale e i 7 componenti del Consiglio direttivo, questi ultimi senza compenso, sarà l’Assemblea dei sindaci, che determinerà le tariffe del servizio, approverà lo schema del contratto di servizio e la carta della qualità che i gestori saranno tenuti ad adottare, ma approverà pure il programma annuale delle attività e i bilanci dell’Agir.
Il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sarà affidato, con bando pubblico, dall’Agir a un numero ristretto di società, che opereranno nei vari sub ambiti, ancora tutti da definire. Le società vincenti dovranno però riassorbire i dipendenti delle oltre 200 società che attualmente smaltiscono.
La strategia annunciata, per la politica regionale dei rifiuti è di ridurre progressivamente la necessità di conferire il rifiuto in discarica, attraverso l’implementazione della raccolta differenziata. Non è previsto in nessun caso il ricorso ai termovalorizzatori e a impianti a biomasse che presuppongano l’utilizzo di quantità di materia prima che eccede quello che può essere reperita in loco.
Aggiornare i dati del Piano regionale gestione dei rifiuti risalenti al 2012.
“In Abruzzo, mentre dal 2002 al 2008 si è registrato un aumento dei rifiuti prodotti, dal 2008 al 2012 si è verificata invece un’inversione di tendenza che ha portato una produzione pari a 627mila 423 tonnellate, meno 10,9% rispetto al 2008. Ad incidere è stata però soprattutto la crisi economica, che ha contratto i consumi e la produzione industriale. In particolare, successivamente al 2005 si osserva a livello regionale una costante diminuzione della quantità totale annuale di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento: 584 mila 831 tonnellate nel 2005 per arrivare a 387 mila 752 tonnellate nel 2012, ovvero un buon 33,7% in meno. E qui ha inciso anche la crescita della raccolta differenziata, che ha intercettato 238 mila 674 tonnellate di rifiuti urbani, ovvero il 37,6% della produzione totale al netto degli scarti. Nel 2012 sono state raccolte 57 mila 804 tonnellate di carta e cartone, 21 mila 294 tonnellate di vetro, 11 mila 136 tonnellate di plastica. Le province di Chieti e di Teramo superano il 45% di raccolta differenziata, mentre le province di L’Aquila e di Pescara rimangono a valori inferiori al 30%. Volendo confrontare il dato regionale con quello nazionale e delle altre regioni, si osserva che in termini di produzione pro capite di rifiuti al 2012 l’Abruzzo si colloca a un livello inferiore alla media nazionale, pur essendo invece superiore a quello dell’area del Sud Italia”.

Maria Trozzi

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