Casalbordino. Rito della Dedicazione dell’Altare -Basilica di Santa Maria dei Miracoli

_DSC6494 _DSC6560Ieri nel tardo pomeriggio, dalle ore 17:00, presso la Basilica-Santuario Madonna dei Miracoli, Santa Messa con consacrazione del nuovo altare, staccato dal retro, presieduto da  padre Bruno Forte, arcivescovo di Chieti Vasto, con  la partecipazione dell’abate benedettino  padre Romano Cecolin , il priore Don Paolo Lemme e diversi parroci del vicino territorio. La celebrazione inizia con la benedizione dell’acqua, il vescovo asperge con l’acqua benedetta il popolo, percorrendo la navata della chiesa , segue la liturgia della parola, nella succinta omelia,  padre Bruno paragona  l’altare a un “germoglio” che annuncia la primavera così come noi guardiamo al nuovo altare.  Si giunge al rito della deposizione delle reliquie,  che il vescovo colloca sotto l’altare, nel sepolcro opportunamente preparato. Di seguito versa il sacro Crisma sull’altare, ungendo opportunamente tutta la mensa.  Si colloca poi  sull’altare un braciere per farvi ardere l’incenso, per finire,  il vescovo  consegna una candela accesa dicendo: La luce di Cristo rifulga su questo altare siano luce del mondo i commensali alla cena del Signore”  il rito è compiuto.   Presenti a questo importante evento il sindaco Remo Bello, il sindaco di Scerni Giuseppe Pomponio e le rispettive consorti, l’assessore Antinoro Piscicelli e il consigliere Giuseppe Ulisse. È stato un evento di particolare importanza religiosa, culturale, artistica e storica per la nostra Comunità Cristiana in questo primo giorno dell’Avvento, ovvero l’Arrivo, siamo nel periodo di quattro settimane che precede il Natale. Fa parte delle festività del ciclo natalizio ed è un periodo di preparazione al Natale. La nostra comunità  cristiana si prepara alla  celebrazione della  nascita di Cristo,   con il digiuno e la preghiera. N.d.r  «Anche in cielo oggi comincia l’Avvento. Il periodo dell’attesa. Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù, nel cielo, è il Signore che attende il ritorno dell’uomo». (Don Tonino Bello).  Enzo Dossi