La speculazione sul latte

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È lotta aperta nei confronti di una Europa prepotente, quella che la Coldiretti fa nei confronti della grande distribuzione: “Il prezzo del latte fresco moltiplica quattro volte nel passaggio dalla stalla allo scaffale ma agli allevatori non rimangono neanche quei pochi centesimi necessari per dare da mangiare agli animali”. Questa, in sostanza, la denuncia della Coldiretti nei confronti soprattutto della Lactalis Italia che, per tutta risposta non ritira più il latte fresco nella centrale di Ospedaletto lodigiano. L’iniziativa della Coldiretti è articolata attraverso la realizzazione di diverse “stalle” a Roma, Torino, Bologna, Mestre, Bari, ecc, In queste città, soprattutto nei pressi dei grandi supermercati, i produttori si sono impegnati a portare le mucche ed a “fabbricare” letteralmente i prodotti caseari di cui l’Italia è produttrice leader nel mondo per la qualità e la quantità.  L’iniziativa della Coldiretti è supportata e partecipata attivamente dalle principali organizzazioni dei consumatori, dal Codacons al Movimento consumatori, dalla Federconsumatori all’Adusbef. L’aspetto più significativo è rappresentato dalla volontà di far conoscere ai cittadini come ottenere i tipici prodotti italiani senza conservanti e senza i semilavorati della grande industria. Come dicevamo, Lactalis Italia, non ritira più il prodotto fresco al centro di raccolta di Ospedaletto Lodigiano dichiarando di essere “aperto al dialogo”, ma sottolinea come “il perdurare dell’assedio al proprio magazzino non può non ripercuotersi sull’intera filiera”. Naturalmente l’iniziativa francese  è stata ampiamente criticata dall’assessore regionale alla Agricoltura Giorgio Ferrero “E’ un atteggiamento non degno di una grande azienda che vuole investire nel nostro Paese, ci sono regole non scritte che impongono un po’ più di coraggio nel confronto con l’altra parte”, aggiungendo

“C’è il problema che il prezzo del latte – ha aggiunto – non copre il costo di produzione, gli allevatori sono alla disperazione. Ci vorrebbe più attenzione e chiediamo che l’azienda ci ripensi, che torni indietro da questa posizione”. Davanti al Centro commerciale Via Larga di Bologna sono state organizzate una mungitura delle mucche e la cottura del formaggio in un grande caldaio a legna per sensibilizzare i consumatori sulla necessità di conoscere l’origine del latte per salvaguardare il made in Italy e il suo patrimonio di genuinità e sicurezza. Il latte, secondo la Coldiretti, viene pagato agli allevatori 0,34 centesimi al litro (a fronte di costi di produzione che vanno dai 38 ai 41 centesimi), mentre al supermercato costa un euro e mezzo. A Roma, davanti al Centro Commerciale Euroma 2 su striscioni e cartelli della Coldiretti si può leggere “Dalla stalla alla tavola, il prezzo aumenta 4 volte. Salviamo i nostri allevamenti. Le importazioni spacciate come Made in Italy e il taglio dei compensi per gli allevatori hanno causato nel 2015 la chiusura di oltre 1.000 stalle in Italia”. L’ennesima dimostrazione di un’Europa matrigna  e discriminatoria nei confronti delle produzioni italiane.

Elio Bitritto