Devastato il cimitero italiano a Tripoli

141313563-9e64d098-2161-4693-af9c-7ebca6c36f22Un ennesimo sfregio, quello perpetrato dai libici nei confronti del cimitero cattolico italiano a Tripoli. Qui furono sepolti circa 8.000 soldati italiani caduti durante la seconda guerra mondiale e fino a quando in Libia ci sono stato gli italiani con le loro attività, il luogo è stato tenuto nel migliore dei modi: nel 1970 Gheddafi andò al potere e per prima cosa cacciò gli italiani che li risiedevano da decine di anni contribuendo a civilizzare quella nazione: con la cacciata degli italiani cominciarono i raid ladreschi nel cimitero al punto che, anche su sollecitazione dello stsso Gheddafi, il governo italiano si decise a far tornare in Italia la stragrande maggioranza delle salme che ora riposano nel sacrario di Bari. Ma i ladri, oltre che ladri diventarono anche peggio e devastarono il cimitero con odio religioso: d’altra parte, da una nazione che vive il suo presente in modi ed usanze tribali, non ci si può aspettare niente di meglio. Vigliacchi al punto di devastare la casa dei morti perché incapaci delle più elementari forme di rispetto, hanno portato a termine l’ultimo saccheggio accanendosi contro le strutture murarie, novelli sgherri dell’Isis in formato ridotto (vedi i templi di Palmira). Che dire se non che a lavar la testa all’asino ci si rimette anche l’acqua ed il sapone: forse questa è l’unica scusante anche se pure nelle civiltà più lontane il culto dei morti viene rispettato. Non contenti i libici minacciano l’Italia per la presenza di tre navi militari nelle loro acque territoriali: a parte la smentita delle autorità italiane (probabilmente questi, nella loro ignoranza, non sanno neanche cosa significa “acque territoriali”, non si rendono conto che se non fosse per questa Italia di buonisti alla nutella, non saprebbero proprio cosa fare per accogliere tanti profughi e gestire alloggi, vitto e cure: invece di ringraziarci, da selvaggi quali si stanno dimostrando, minacciano! Ma statevene su quella sponda del Mediterraneo e gestitevi da soli le emergenze se ne siete capaci!
Elio Bitritto

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