La questione morale secondo … loro

compagni che sbagliano 1Renato Curcio, ideologo delle Brigate Rosse, in pratica un terrorista comunista che è stato condannato ed incarcerato per i suoi reati, è stato invitato dall’AUSL di Modena ad una conferenza pubblica per presentare un suo libro alla “Settimana di sensibilizzazione della salute mentale”. La sua presenza ha destato parecchie polemiche  che sono state immediatamente rintuzzate, con un certo sussiego e meraviglia da parte degli organizzatori con queste dichiarazioni stralciate da un comunicato più ampio:

“La polemica sulla presenza a Modena di Renato Curcio, in un dibattito ospitato in Màt – Settimana della Salute Mentale – sulle condizioni di chi lavora nelle imprese sociali, appare francamente sconcertante”. E ancora  “Uno stato di diritto onora e tutela la memoria delle vittime dei reati ma​ non esercita la vendetta, non crea riserve nelle quali confinare le contraddizioni: così è stato per gli ospedali psichiatrici e più recentemente per gli OPG. Solo così le ferite del passato, anche quelle più laceranti, potranno forse rimarginarsi nel corpo sociale che le ha subite”. Non si può che essere d’accordo con queste dichiarazioni se non fosse che sono palesemente false ed ipocrite, utilizzate a senso unico perché si tratta pur sempre di “Compagni di Merenda”. Dopo i “compagni che sbagliano” sono tornati “compagni” che insegnano, tra l’altro con una competenza che non credevo facesse parte del bagaglio culturale di Renato Curcio. E così è stato anche per il malato in fin di vita e perciò stesso precocemente scarcerato, messo ai domiciliari e sistematicamente in giro per l’Italia a fare conferenze o a scrivere su giornali amici, Adriano Sofri; così è stato per Cesare Battisti, oggi giallista e ieri autore o complice di 4 omicidi e per il quale non solo gli intellettuali (?) italiani si sono prodigati ma il mondo intero ed intanto non ha scontato un solo giorno di carcere; così è stato per Adriana Faranda, oggi riduttivamente definita fotografa e ieri nella Direzione strategica delle BR; così è stato per Dario Franceschini, fondatore, con Curcio, delle BR ed oggi consulente (de che?) dell’ARCI. E non sono e non saranno gli unici che, pagato o non pagato il loro “debito alla società” hanno tutto il diritto di reinserirsi e di rifarsi una vita (a parte Cesare Battisti). Non così tolleranti con Scattone costretto a rinunciare ad una cattedra perché un uomo condannato per omicidio colposo non poteva essere un educatore e quindi … “prego faccia un passo indietro”. Tipica morale komunista, sempre due pesi e due misure con un atteggiamento che solo chi ha la mente bacata può continuare a sostenere. Chissà perché le porcate, gli assassini e le stragi, le ruberie delle sinistre hanno tutte, quanto meno, una giustificazione “morale” per cui se un “vaffa” te lo dice un illustre filosofo come Vattimo è comunque giustificato, anche quando ha il dito nel naso alla ricerca dei pensieri più profondi, quelli che stanno alla base del cervello e che possono essere raggiunti  solo dal basso. Ma tant’è: l’intellighentia è tutta da una parte, a sinistra, va da sé e “più non dimandare”.

Elio Bitritto