Le tutele e i tutelati tra mito e realtà

bufalaIn questo Bel Paese si riscontrano una infinità di tutele e di tutelati che, invece di riguardare la maggioranza degli italiani, riguarda la minoranza dei deputati e degli immigrati, tanto più tutelati perché “non capiscono”. Infatti, a questo proposito, un simpatico magistrato italiano ha assolto due marocchini che avevano pestato un poliziotto italiano  perché non conoscevano la lingua italiana ma solo quella dei … gesti. Tornando al titolo di questa riflessione ci sono due notizie che, ancorché datate, danno da pensare sulla relatività degli avvenimenti.  Il Senato della Repubblica (quella italiana sia chiaro!) ha approvato con 257 voti a favore e 165 astenuti il disegno di legge del senatore Cirenga che prevede la nascita del fondo per  (udite, udite) i “Parlamentari in crisi”, creato in vista della fine della legislatura per il reinserimento dei suddetti qualora non fossero riproposti e rieletti: si tratta di 134 miliardi di euro da destinare a tutti quei deputati che non troveranno lavoro nell’anno successivo alla fine del mandato parlamentare. Effettivamente vuoi mettere il disagio e lo stress mentale di chi deve pensare di tornare a lavorare (in qualche caso di cominciare) a lavorare? Mica sono dei normali operai o impiegati abituati a vivere sul filo del rasoio delle casse integrazioni o dei licenziamenti o degli esodi forneriani! Ma i nostri parlamentari non sono egoisti e pensano anche agli altri a quelli che una casa non l’hanno: magari sono proprietari di una capanna o di un Tucul in Africa ma non in Italia perché … sono appena sbarcati. Infatti Nostra Signora dei Clandestini,  l’ineffabile sora Laura, la prima donna di Montecitorio, alla domanda “con quale criterio saranno assegnate le case popolari” risponde candidamente “saranno date prima ai rom ed agli extracomunitari con figli a carico”. Lei si che è umana! La notizia vi scandalizza? Ebbene è falsa, sia perché non esiste alcun senatore Cirenga di qualsiasi partito, sia perché i sanatori sono 315 e non 257 + 165 = 422 come da conteggio, sia perché, infine anche 134 milioni di euro apparirebbero eccessivi perfino per la nota ingordigia dei suddetti parlamentari, figuriamoci 134 miliardi!. Questa “notizia” dovrebbe indurre i lettori, di qualsiasi giornale a stare attenti a tutto ciò che la “rete” diffonde, anche alle notizie di significativi passi avanti nella risoluzione della crisi economica in Italia che Renzi e la sua banda dicono essere alle spalle.

Adelante Pedro, con juicio!

Elio Bitritto