Del Santo Michele Arcangelo – Sculture sul tema di Gianfranco Bevilacqua

 

Sande Micchele noštre, sci laudate, (Luigi Anelli, 1900)

 

In attesa che il simulacro dell’Arcangelo Michele, presente in questi fra le navate e le volte della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Vasto, venga di nuovo portato con processione del clero e del popolo nel sacro edificio a lui dedicato, voglio qui presentare e commentare due opere di scultura, in cotto patinato, dell’artista Gianfranco Bevilacqua.

Il nostro concittadino, residente da decenni a Siracusa, sollecitato da alcuni estimatori a dare una sua immagine del Santo Michele, con il proprio stile e l’apprezzata capacità manipolativa dei materiali plasmabili, di recente ci ha dato in visione due opere (dallo stesso denominati studio 01 e 02) sul tema.
Artista sicuramente “contemporaneo”, per cifra stilistica e non meno per formazione storico-culturale, Bevilacqua, pur non rinunciando ad esprimersi alla sua maniera figurativa (forma mimetica e insieme iconica, essenzializzata in parte e descrittiva in altre) ha nel caso, in entrambe le opere, seppur con qualche variante rappresentativa, descritto la figura e il gesto dell’Arcangelo come nota iconografia vuole, ovvero defensor e promulgatore  dei valori teologici.

Sia pur sinteticamente, di tali opere in cotto patinato, è bene rilevare una particolare impostazione data dall’artista al biblico ed evangelico evento. In esso, il “campione di Dio” (non a caso, in ebraico,  il suo nome Mi – ka – El è matrice dell’esclamazione canonizzata in latino come “Quis ut deus”), si oppone e ‘sottomette’ Lucifero, il quale, in origine angelo portatore di luce, diviene per la sua superbia simbolo di perdizione: “un diavolo” dell’Inferno, il ‘luogo’ di chi è lontano da Dio e  privo della sua Grazia.
Bevilacqua ha delineato l’Arcangelo Michele non con la tradizionale fierezza di combattente vindice, ma con la serenità ieratica di chi ha e testimonia,“nel nome di Dio”, Fede e Verità. E dunque, pur non rinunciando a utilizzare i “segni” simbolici che nella tradizione sono iconografici di una lotta guerriera e una vittoria sul male e sul suo campione ‘luciferino’, il nostro pone in figura sì lo scudo conservativo e l’arma per sconfiggere, ma il gladio impugnato (del tipo romano, più che spada da giustiziere) non è portato tutto all’indietro, per dare slancio e forza al ferimento e all’annientamento del blasfemo, ma è tenuto tranquillamente sul petto. In tale gesto, ironicamente simbolico, l’artista ha così voluto annotare che l’Arcangelo Mi-cha-ele sconfigge il ‘demonio, il peccato, la ribellione del male alla divinità vivificatrice dell’universo, con la forza morale e inoppugnabile della fede in Dio. L’arma brandita, ma non portata a dare ferita e morte, diventa in tal modo immagine metaforica della trascendente potestas divina. In tal modo l’autore fa proprio l’invito rivolto a Simon-Pietro, da parte di Gesù catturato  nell’orto dei Getsemani, a non voler  difendere i valori evangelici con la spada, ma con la fede e l’amore.

Annotiamo ancora che in queste nuove e originali figurazioni plastiche elaborate da Bevilacqua, il demonio, angelo decaduto e visivamente abbrutito dal peccato, è tenuto da Michele Arcangelo oppresso a terra, schiacciato dalla detta ‘podestà divina, ma l’espressione del serpente-demonio, nel suo ripararsi dalla luce divina impostagli dal santo, solo figurativamente con la spada, esprime insieme sgomento e sofferenza per il ‘peccato’ di cui si è fatto esemplare autore e al tempo stesso vittima.
Si completa con questo particolare, da parte dell’autore, una originale visione interpretativa dell’Arcangelo e della sua missione. In essa, il Santo Michele si pone come custode e promulgatore del Vangelo: codice divino del cristiano, nuova legge di grazia, di amore e di misericordia, che il Salvatore è venuto sulla terra a portare agli uomini. In fondo – ci pare di poter annotare – è quanto oggi viene universalmente e diffusamente ‘predicato’ alle genti, cristiane e non, da Papa Francesco. 

Giuseppe F. Pollutri

Nota:

I manufatti qui descritti, e dei quali diamo qui ai nostri lettori due distinte gallery fotografiche, il pubblico avrà la possibilità di guardarli e apprezzarli per i valori d’arte e di fede espressi,  in occasione della Cerimonia di attribuzione dei “Premio San Michele” 2015 , martedì 29 c.m., dalle ore 18,30, presso la Sala-Pinacoteca di Palazzo D’Avalos di Vasto.