Italia: un altro schifo

minoriOggi vi voglio raccontare di un’Italia di cui non conoscevo nulla, quella degli affidamenti di bambini a famiglie diverse da quelle naturali. Questi pratica avrebbe dovuto costituire, nelle intenzioni del legislatore (almeno così spero) la soluzione ai problemi esistenti in famiglie con scarsi mezzi finanziari, con incapacità genitoriali o privi delle competenze necessarie per affrontare disabilità particolari: in pratica queste famiglie non sono in grado di assistere adeguatamente un bambino. Posso comprendere che il bambino sia sottratto alla famiglia naturale in presenza di incapacità o indegnità genitoriale, posso in parte capire che il bambini sia sottratto ad una famiglia incapace di provvedere ai problemi legati alla disabilità (in parte perché mi sembra difficile che un’altra famiglia, quella affidataria, abbia le competenze di una equipe medica anche se più “capace” della famiglia di provenienza; quello che mi sembra incomprensibile e inammissibile è invece il caso di quei bambini che vengono sottratti alle famiglie naturali per meri problemi economici per il semplice motivo che basterebbe un piccolo aiuto economico dello stato a quelle famiglie perché i bambini crescano con genitori e fratelli.

In realtà ciò che accade è gravissimo: spesso i procedimenti si aprono su denuncia anonima e spesso i giudici onorari sono in smaccato conflitto di interessi: Francesco Morcavallo, fino a pochi anni fa giudice per i minori presso il Tribunale di Bologna ed oggi avvocato (non a Bologna!) dice “questi sono psicologi, medici, assistenti sociali, sociologi che spesso hanno fondato istituti o addirittura le stesse case d’affido che prendono in carico i bambini sulla base di una ordinanza cui hanno partecipato”! Le case, gli istituti e le cooperative (!!!!) per cui “lavorano” incassano fior di quattrini dalle ASL: le rette giornaliere possono arrivare anche a 200 – 400 euro al giorno per bambino! Il conteggio per i 35.000 (stima per difetto) bambini affidati è dell’ordine di 1.5 – 2 miliardi di euro l’anno. È lapalissiano che se a quella famiglia in ristrettezze economiche venisse data una somma anche di 1-000 euro al mese, il bambino resterebbe in un ambiente familiare che è, comunque, la migliore soluzione.

Si può dire che questo è uno scandalo addirittura superiore a quello degli affaristi dei centri vacanze per migranti?

Elio Bitritto