Accoglienza tedesca

merkel che additaUn fulmine a ciel sereno la decisione della Germania di aprire ai profughi: una sorta di blitzkrieg dell’accoglienza che solo la proverbiale capacità organizzativa dei tedeschi poteva realizzare. Campi recintati predisposti lungo il percorso dei migranti, passaggi nel recinto larghi quanto basta per una persona con zaino, polizia in numero adeguato, spazi per gli autobus, cataste di regali, cibo, coperte spontaneamente raccolti dai cittadini; se non fossero tedeschi direi che era tutto predisposto. Invece è tutto vero, quasi vero! Nel senso che intanto, per la maggior parte si tratta di nuclei familiari e non di giovani “partigiani” (come sora Laura li definisce) che vengono in Italia a ritemprarsi dalle fatiche della guerra per poi tornare a casa dove hanno lasciato mogli, madri, sorelle e figli a tenere il fronte. Intanto, ma solo per tenersi in allenamento, qualche stupro, qualche furto, qualche omicidio …! Direi che il concetto, di “razza” fa parte del corredo cromosomico dei tedeschi, magari anche a loro insaputa: perché altrimenti le porte sono aperte ai soli siriani e non a tutti? Chi decide che in Germania vanno i “buoni” ed in Italia e Grecia gli altri in un ammasso informe di profughi, clandestini, poveri, malati, terroristi (si può ipotizzare che tra i clandestini ci sia anche qualche terrorista o siamo certi che in Italia non ce ne sono?). Intanto la mossa a sorpresa della Merkel non ha convinto tutti e diversi sono i Paesi che non accettano la proposta delle quote a cominciare dalla Gran Bretagna. Resta il fatto che anche in Germania hanno scoperto il “gioco” dei centri  alla “CARA” di Mineo, hanno ricollegato il tutto a Roma capitale della mafia, e ci accusano apertamente di favorire le lungaggini burocratiche per il business che si cela dietro il finto buonismo dell’accoglienza indiscriminata. Cosa cher appare quanto meno sospetta se è vero, come sembra, che il presidente degli industriali tedeschi, Ingo Kramer, ha criticato la “lentezza” (sic!) con cui la burocrazia tedesca tratta l’integrazione degli immigrati perché, a quanto pare, occorrono ben 500.000 nuovi lavoratori per soddisfare la produzione della Germania. Magari si sottace sul fatto che questi numerosi posti di lavoro sono a bassissimo reddito e sono dequalificati ed è èper questo che gli stessi immigrati che risiedono già nel Paese non li accettano.

Elio Bitritto