I condoni edilizi

fiumara 1Alcune dichiarazioni rese a Rossano Calabro dal ministro Galletti circa l’alluvione (l’ultima … per ora) verificatasi in Calabria, sono tipiche del luogo comune, del  déja vu “Mai più condoni edilizi. “Nei disastri ambientali c’è molta colpa dell’uomo con abusi edilizi e talvolta costruzioni negli alvei dei fiumi. Dal punto di vista urbanistico dico mai più condoni edilizi”. “L’Italia è a rischio perché per troppo tempo non è stata fatta manutenzione. E’ necessario puntare sulla prevenzione”. Non si discostano queste dichiarazioni dalle molte migliaia di analoghe, anzi, identiche, dichiarazioni che tutti i governi che si sono succeduti in Italia hanno fatto e fanno, continuando a tenere le scarpe pulite. È tutto vero quello che dice Galletti ma omette di dire la cosa più importante: chi costruisce illegalmente, che costruisce sotto un costone, vicino ad un argine, sulle aree golenali, a ridosso del mare, ecc. non lo fa certo in un’ora e neanche in un giorno o in una settimana: ci vogliono mesi. E se ci vogliono mesi è possibile che nessun funzionario del Comune, nessun vigile urbano  veda e riferisca? È possibile che l’ufficio urbanistica non proceda a verificare se tutte le norme sono state osservate? È possibile che il tecnico, oggi, non si accorga della ubicazione della struttura? Camping devastati perché messi alla foce delle fiumare in Calabria: io ci sono stato prima con la roulotte e dopo con il camper: certe localizzazioni sono pericolosissime perché le fiumare calabresi sono letteralmente devastanti per il loro carattere torrentizio. La pericolosità è data dal fatto che i loro letti sono stretti, incavati in gole ripide che, verso il piano,  che è a ridosso del mare, si allargano, a raggiera. La loro pendenza è particolarmente accentuata perché sia la Sila che l’Aspromonte sono rilievi piuttosto alti a pochissima distanza dal mare: in caso di pioggia, neanche tanto abbondante, si gonfiano di un’acqua dalla capacità erosiva elevata e dalla spinta eccezionale con il risultato che trasportano al mare fango, pietrame e tutto ciò che incontrano lungo il percorso. Ma questa è una situazione ben nota alla quale non si vuole o non si può porre rimedio. Per non andare tanto lontano, quante volte gli stabilimenti balneari della costa abruzzese sono stati devastati dalla furia del mare o dalle esondazioni di torrenti e torrentelli? “Eventi eccezionali” dirà qualcuno: intanto abituiamoci all’idea degli eventi eccezionali così sarà tanto più necessario applicare le regole: non si costruisce a ridosso di mari e fiumi e, soprattutto, non si costruisce nelle aree golenali perché prima o poi si piange e ci si dispera per i beni e, soprattutto, per i parenti perduti. Non sono i condoni che creano i disastri, sono la mancanza di controlli preventivi, sono il chiudere un occhio o anche due, sono i legami di amicizia o i timori in generale: il resto è retorica.

Elio Bitritto