L’on. Khaled Chaouki (Pd) sponsorizza la violenza

amir issaachaoukyEbbene si, quel triste personaggio che si professa italiano e non ha il coraggio di dire d’essere nato a Casablanca (Marocco), ha sponsorizzato una canzone rap (in pratica una litania recitata a ritmo musicale) in cui si esalta la violenza degli immigrati, clandestini e non. Una accozzaglia di luoghi comuni che incitano al razzismo, una analisi di italiani ignoranti che lasciano le loro “sole”  (immagino gli anziani) alle badanti, immigrati stanchi di elemosinare diritti. Un testo che prevede che da Palermo a Torino scoppierà un casino. A parte l’italiano che non sembra essere in rapporti amichevoli con il rapper, tale Amir Issaa, questo degno è il compare dell’onorevole Chaouki che, come scritto ieri, va a trovare in prigione la famiglia di una italiana apostata che si è legata all’Isis: famiglia per la quale c’è ben più di un sospetto di legami con il terrorismo islamico. Tra l’altro questo campione del Pd, conclude la sua performance recitando la parte di preside di una improbabile scuola dove il “vandalo”, ovviamente, è un alunno dai tratti somatici decisamente diversi dai suoi. Qui di seguito il testo, forse scritto a quattro mani, dal rapper e dall’onorevole rappresentante del popolo italiano (?).

I miei fratelli sono afro fieri, maghreb e cinesi, filippini con i piedi qua e il sangue da altri paesi, chi ha la madre che lavora nelle case di ignoranti che abbandonano le loro sole in braccio alle badanti. Gente stupida rimasta ancora al medioevo, li sveglio di notte sono l’incubo dell’uomo nero e se il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila, Da Palermo a Torino scoppierà un casino, se l’Europa è un altra storia se Roma non è Berlino, è la paura di qualcosa che ormai vive qua vicino e non ti salverai in Padania non esiste in nessun libro, Non sono un G2 Italiano col trattino, una fiat uno col bazooka sul tettino è la storia di un normale cittadino impazzito era clandestino adesso è un assassino.

Questa è ius music, ius music. Questa è ius music, ius music. Questa è ius music, ius music. Non c’è frontriera quando la mia gente parla. Questa è ius music, ius music. Questa è ius music, ius music. Questa è ius music, ius music. Orfano di quest’Italia un superstite resto a galla

La mia non è una razza la mia è una tribù quelli sempre al centro del mirino è questa la mia crew, la mia gente stanca di essere accusata di essere considerata il pericolo dentro casa
amici laureati fermati da uno con la terza media umiliati e maltrattati, e non c’è scusa quando l’ignoranza parla se qua l’essere Italiano è solamente sulla carta, Se ti senti fuori luogo in questa situazione, e diventi uno straniero nella tua nazione, stessa lingua stessa rabbia stesso cibo, siamo nella stessa merda non sono io il tuo nemico, siamo scacchi nella stessa battaglia noi orfani.

Elio Bitritto