Noi altri europei. Pericle, Cicerone, Lutero e Cromwell

consigliodeuropa-thumbLa crisi greca ha condotto l’Unione Europea ad un bivio. Deve decidere e promuovere gli elementi costitutivi della sua identità. Puo’ restare quello che é: un insieme di Paesi che aderiscono al libero mercato delle merci e della mano d’opera rispettando regole economiche imposte rigidamente dal sistema bancario e dalla burocrazia. È sempre stato il modello britannico di (non)appartenenza all’Europa che sta trovando una piu’ ampia adesione anche in altri Paesi. E non sorprende affatto che il Regno Unito voglia indire un plebiscito nel 2016 per decidere se restare o meno parte dell’UE. È la difesa ad oltranza degli interessi nazionali. Ma A. Spinelli nel suo Manifesto di Ventovene ed i padri fondatori nel Trattato di Roma nel 1957 parlavano di un”Europa dei popoli, affratellati da valori comuni, che trovano nella componente classica/ cristiana il loro fulcro. Un ‘Europa quindi che con il passare degli anni sarebbe dovuta diventare la Patria comune delle sue varie componenti nazionali dal Polo Nord a Lampedusa.Questo processo di crescita è avvenuto purtroppo, solo in minima parte. La crisi economica ha reso evidente anche e soprattutto la crisi di valori comuni. Pericle non riesce a dialogare con Lutero, né Cicerone con Cromwell.

Nel 2015 si sente rimbombare la voce delle cassandre che soffiano sul fuoco del populismo e degli egoismi nazionali. Non c’è la coscienza di un ‘noi altri’ comune. Si continua a difendere l’opzione di ‘ noi’ e gli ‘altri’. Sbagliando. La difesa degli interessi nazionali è un atteggiamento di ripiegamento, non di crescita. Se non ri riesce a superare questo ostacolo l’Unione Europea NON ha più ragione di eistere in quanto si riduce ad una semplice sovrastruttura amministrativa. Se prevarrà questa seconda visione l’Europa sarà condannata nel medio termine alla litigiosità, al pericolo di guerra fratricida, all’irrilevanza e alla inevitabile soggezione degli interessi di potenze come gli USA ed emergenti come la Cina. L’Europa economica ed amministrativa sarà veramente Europa quando riuscirà a vedere nella sua componente continentale e mediterranea le due interfacce della sua identità. Con tutte le conseguenze, anche di natura economica, che questo implica.

(12 luglio 2015)   Filippo Salvatore

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