L’orgoglio

orgoglioUna parola che in Italia sembra sparita dal vocabolario: si dà maggiore importanza alla americanata dei “Gay Pride” a Roma, Torino, Milano, ecc. che ai problemi seri di casa nostra: l’Italia dei gay ha esultato come i napoletani per lo scudetto di Maradona, un tifo incontrollato che fece dimenticare per un attimo i guai di quella città (salvo poi ritrovarsi con personaggi come Bassolino o la Iervolino di cui si pentono dopo ma ci ricascano sempre).  In Italia il terrore non è ancora arrivato: non vorrei che ci sia un accordo sul tipo di quello degli anni del terrorismo palestinese in cui l’Italia venne risparmiata, FORSE, da accordi di non belligeranza. Ma l’Italia ci è già passata attraverso anni bui, di morte e di assassini spietati, immediatamente dopo la fine ufficiale della seconda guerra mondiale in cui fu preda di una guerra civile indegna come tutte le guerre civili: o come negli anni settanta in cui tra BR, NAR, Comunisti di varia estrazione (per qualcuno “compagni che sbagliano”). Ci è passata ma ha avuto un moto di orgoglio: forte della necessità di non lasciare l’Italia in mano a velleitarismi rivoluzionari fece fronte comune ed ebbe ragione di quella sciagurata stagione. Oggi siamo in presenza di una invasione incontrollata ed incontrollabile: invasi e trattati come razzisti mentre la maggioranza degli stati europei chiude le frontiere lasciando gli italiani in brache  di tela. alla ricerca di unità di interventi che sembra una chimera. Non appena si accenna al problema immigrati si scatenano le rimostranze dei musulmani che chiedono un rispetto che non è reciproco, si scatenano i “buoni” d’Italia per dare del razzista e xenofobo alle destre  mentre si scopre che gli immigrati sono una affare (e che affare) per le cooperative quasi esclusivamente rosse. Fino al punto della provocazione dell’UCOII che invita gli italiani a mettere a disposizione dei clandestini i loro appartamenti sfitti: ma perché non li accogliete voi, dandogli da mangiare, da bere, da vestire e magari qualche  euro per le piccole spese? Orgoglio? Forse avrei dovuto usare altro termine più antropomorfo.

Elio Bitritto