I Misteri di Roma

La storia si ripete: i cicli vichiani dei corsi e ricorsi storici sembrano attagliarsi perfettamente ai comunisti vecchi e nuovi. Ricordate l’armadio posto sotto sequestro da Di Piero nella sede dell’allora PCI a Roma durante i gloriosi anni di “Mani Pulite”? quell’armadio che presumibilmente conteneva le prove del coinvolgimento dell’unico partito uscito indenne da quella mattanza? bene quell’armadio sparì misteriosamente con tutto il suo contenuto di raccolte di albi di Topolino e con quegli armadi sparirono anche le collezioni di Paperino, Tex Willer e Diabolik. In pratica, a seguito dell’arresto di Marco Fredda, all’epoca responsabile del patrimonio immobiliare del Pds, furono ordinate perquisizioni negli uffici della sede del partito: di fronte alla enorme massa di documenti i carabinieri chiesero lumi e, su disposizione di Davigo decisero di sequestrare tutto rimandando la perquisizione all’indomani. L’indomani gli investigatori trovarono diversi scaffali vuoti, con tracce evidenti di polvere e mancanza di questa in diverse parti, prova evidente che alcuni fascicoli erano scomparsi. In conclusione non accadde nulla, neanche il sospetto che la persona cui era stata affidata la custodia : non sappiamo chi fosse il custode: in genere si suppone che debba essere il responsabile del Partito e, nel caso specifico, il signor D’Alema. Due giorni, fa siamo nel pieno delle indagini di Mafia Capitale,  nella sede della cooperativa Atlante dove si troverebbe il centro di accoglienza per clandestini “Il Ponte”, scoppia un misterioso quanto miracoloso incendio che manda letteralmente in fumo documenti che erano tanto scottanti che hanno preso fuoco per autocombustione. Insomma diciamo che quanto meno si può ipotizzare che l’incendio sia doloso: la conseguenza che se ne trae è una sola e la lascio ai lettori.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: