Islam di pace o di guerra totale?

sousse tunisiaUna guerra non convenzionale e tanto più “paurosa” per tutti perché si basa sulla normalità dei suoi “militi”. Chi sono? Non lo sappiamo: lo sapremo solo quando sarà troppo tardi, esattamente come quando era troppo tardi per i turisti della spiaggia di Sousse in Tunisia. Una strage che ormai dovremo abituarci a definire “annunciata” perché il nemico della nostra civiltà è già tra noi e, probabilmente o, in qualche caso sicuramente, già noto ai correligionari. Sarei curioso di conoscere il parere degli islamici circa le forme di controllo e repressione che, a questo punto si sono rese indispensabili ed indifferibili. Probabilmente tardive le dichiarazioni del ministro Alfano e certamente più che tardive, se mai le attiveranno, le forme di intercettazione che i magistrati hanno dedicato soprattutto alle mutande di Berlusconi: se si usassero le stesse ore, lo stesso impegno, la stessa caparbietà usata in altri casi, forse avremmo sotto controllo potenziali nemici. E che la situazione sia ormai sfuggita al controllo delle autorità che si sono succedute dal colpo di stato con cui Napolitano, agli ordini della Merkel, ha esautorato l’ultimo premier democraticamente eletto, si ricava facilmente dall’arroganza con cui questi clandestini, gente che ha sofferto guerre civili, fame, sete, povertà, disagi, viaggi disumani, si sente in diritto di pretendere, con arroganza, che quell’albergo non va bene, che il cibo non va bene, che manca internet, che non può andare in città, ecc. Ma dove ha vissuto fino ad oggi questa gente? Se nei loro Paesi avevano cibo, acqua, alloggi, internet e divertimenti migliori di quelli presenti in Italia possono pure tornarsene a casa loro! È lo stesso occidente, meglio, il ventre molle di questo occidente, l’Italia, che concede ai clandestini la facoltà di insultarci per come sono trattati: ma questo non accade nel resto d’Europa dove le regole del vivere civile, pur con qualche eccezione e sbavatura, vengono osservate e fatte osservare. Come cittadino ho bisogno che le parole di Alfano siano seguite da fatti concreti: come cittadino portatore, nel mio piccolo, di un senso della civiltà diverso da quello islamico, devo essere certo che l’apparato di sicurezza dello stato funzioni, devo essere certo che tutti gli islamici presenti a Vasto, in Abruzzo, in Italia, che conosciamo, di cui ci fidiamo, non siano delle cellule dormienti pronte a sgozzare o a sparare magari in  spiaggia. E il modo c’è per rassicurare gli italiani, c’è, a costo di sospendere la democrazia: intanto fermando gli sbarchi perché non c’è motivo di credere che tra le migliaia di clandestini non ci sia qualche esaltato: in secondo luogo rispedendo indietro coloro che fuggono per “povertà”: impiegare tutti questi clandestini, in maniera adeguata rispetto alle necessità ed alle condizioni di salute e di genere, nel lavoro dei campi, nella sistemazione delle strade, dei versanti collinari e montani, degli argini dei fiumi, nella ricostruzione delle case danneggiate dai vari terremoti e tanto altro ancora evitando, così, che oziando, ripensino alla scelta fatta, riflettano che sono  stati truffati da proclami d’accoglienza falsi quanto interessati e, soprattutto, che non cerchino in Allah la vendetta per la loro delusione: ancora schedando tutti, anche gli italiani perché se non si ha nulla da nascondere non si ha ragione di temere: per fare ciò la premessa è quella di aumentare gli organici delle forze di polizia. Soprattutto la devono finire i vari politicanti da strapazzo con la menata che l’accordo di Dublino l’ha voluto Maroni (in un contesto che non era drammatico come questo!) e sono passati anni di inutili scarichi di responsabilità. Una massa di buffoni che non accenna neanche lontanamente al fatto che tutta questa drammatica situazione è la diretta conseguenza delle scelte francesi, britanniche ed americane per estromettere l’Italia dal controllo del petrolio libico. Intanto in America, in Italia, nel mondo godono, in un momento drammatico come questo, solo i gay che possono finalmente contrarre “matrimonio”, la parola magica che secondo Obama è sinonimo di “amore”: io non so se ci è o ci fa, perché non è il matrimonio che dà la felicità, ma l’amore, anche quello senza “matrimonio”: la civiltà occidentale si è piegata … e questi parlano di scelta di civiltà! Vorrei vedere (ma spero che non accada) come saranno considerati i gay nel momento in cui l’Islam li priverà non solo del diritto al matrimonio, ma soprattutto del diritto di essere tali con l’impiccagione!|

Elio Bitritto

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