Se e quando il Sindaco (e la Città) è …”cosa loro”!

 

Tutti sanno in città che, in questi giorni, il Sindaco, Luciano Lapenna, per un noto e assai doloroso lutto famigliare, si è temporaneamente sospeso dalle sue funzioni. Tale sua decisione è stata resa pubblica con un breve Comunicato, che vale la pena di riproporre all’attenzione dei lettori, per quanto da esso scaturisce e in esso si evince, di là delle stesse intenzioni (o comprensione) di chi l’ha formulato ed emesso.
Una comunicazione che la Redazione di Qui Quotidiano, per avere dalla sua “idee chiare e distinte” e non per altro, non ha pubblicato completamente, mettendo punto là dove era conclusivo e attinente al fatto enunciato.

A mio avviso, invece, è bene che lo rileggiamo nella sua interezza. Ed eccolo, così come riportato in altro blog cittadino:
La Bocca del Palazzo

 

La maggioranza tutta si stringe intorno al Sindaco Luciano Lapenna per il gravissimo lutto che ha colpito la sua famiglia.
Lutto che lo ha portato a comunicare al Prefetto una sua temporanea assenza dal ruolo di Sindaco di città.
Per tale periodo le sue funzioni di primo cittadino sono state trasferite al Vice Sindaco Vincenzo Sputore come da protocollo n. 25881 del 11 giugno 2015.

Si informa, inoltre, che la maggioranza  sta lavorando per un programma di fine mandato già predisposto e concordato tra tutte le forze politiche. – Le forze politiche di maggioranza”.

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Cosa in esso c’è da osservare in una sorta di autodidattica Educazione Civica?

Innanzitutto è il caso di prendere nota che di tale Comunicato, emesso dalla “Segreteria del Sindaconon v’è traccia nel sito ufficiale dello stesso Comune di Vasto, quasi che la decisione del “Primo Cittadino” fosse o sia faccenda del tutto privata e non istituzionale. Inaudito, e di fatto inaccettabile, laddove le conseguenze, del resto doverosamente formalizzate “da protocollo”, ha portato ad assumerne le specifiche funzioni il vice sindaco in carica.
Anomalia ancor più evidenziata dalla firma del detto comunicato. Ad annunciare un qualcosa che attiene al Sindaco della città, che per essere stato eletto (quale che sia il consenso numericamente ricevuto) a tale pubblica carica, ha da essere “di tutti, in quanto rappresenta la città nella sua interezza, è stato non il Segretario comunale, non il Presidente del Consiglio, o chi per l’atto stesso è divenuto Sindaco facente funzioni, ma incredibilmente e soltanto … “Le forze politiche di maggioranza”!

E’ ben evidente che per costoro, l’Istituzione comunale è una ntità e un luogo politico che riguarda soltanto gli uomini e i partiti della maggioranza e non la restante parte del Consiglio e, implicitamente, tutta la cittadinanza! Come dire – e così si legge – che il Sindaco è  per costoro …”cosa nostra”! Faccenda usuale notoriamente in un Regime non democratico; un comportamento che ricorda da vicino la ‘migliore’ prassi adottata nei Paesi tipicamente o ancora comunisti, o comunque dittatoriali,  in cui partito e potere pubblico chiaramente coincidono e s’impongono.

Non si comprende, poi, con quale nesso con l’oggetto e fatto esposto, e per quale necessità istituzionale, in detto Comunicato semi-ufficiale si è ritenuto di dover aggiungere che …“la maggioranza sta lavorando per un programma di fine mandato…”!  
Improntitudine, dabbenaggine politica, sciatteria formale o, piuttosto, freudiano palesamento di una “cattiva coscienza”  (ancora una gratuita …“richiesta di scuse”) per quanto non fatto e per quel che male è stato compiuto, in ben due consiliature consecutive? Evidentemente è così.

A voler essere spiritosi, seppur con amarezza inevitabile in chi per Vasto realmente “ha cuore”, è facile osservare che …per “fare cose”, quelle necessarie e dovute per la città e per il territorio, e per giustificare la presenza (potremmo dire l’occupazione, palesemente deleteria) in Comune di tali “forze politiche di maggioranzanon è poi il caso di aspettare – ancora –  il “fine mandato o,  di tale ‘misfatto’ elettorale, persino l’ultimo giorno!

Vorrei poter dire ad essi, pur con tutto la deferenza che …si deve verso il Potere e “la sua maggioranza”, che non è più tempo di “menare il can per l’aia”!
Forse chi ‘sta’ nel Palazzo non l’ha ancora capito, ma è fortunatamente per la nostra città ben evidente a molti, a tanti, a quanti hanno piena consapevolezza politica di come ci si rapporti (cosa diversa del farne utilizzo proprio, o di parte) con l’Istituzione pubblica e democratica, di quel ha da compiere chi è stato eletto, per il Bene Comune (!), in ogni giorno del suo mandato.

Pino Pollutri